Economia

845 euro di sussidio anche se non lavori: come anticipare la pensione a 60 anni

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Sussidio di 845 euro (www.odcec.vicenza.it)

845 euro di sussidio anche se non lavori: ecco come fare a ottenerlo, anticipando la pensione a 60 anni di età.

Per chi perde il lavoro a 60 anni e non ha ancora maturato i requisiti per la pensione, nel 2026 il riferimento principale resta l’Assegno di Inclusione, una misura gestita dall’INPS che può garantire un sostegno economico mensile fino a 845 euro.

Il quadro occupazionale per questa fascia d’età resta complesso. Le possibilità di reinserimento risultano più limitate rispetto a chi si trova in età lavorativa piena, mentre il percorso contributivo non sempre consente un accesso immediato alla pensione. In questo contesto, il sistema di welfare si concentra su strumenti di integrazione al reddito, tra cui l’ADI rappresenta la misura più rilevante. 

Chi può accedere all’Assegno di Inclusione 

Nel 2026 l’accesso all’ADI non è legato alla condizione di disabilità, ma si basa principalmente su requisiti economici e patrimoniali. Anche chi ha compiuto 60 anni può presentare domanda, a condizione di rispettare i parametri previsti. 

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Oltre 800 euro anche se non lavori, come ottenere tale sussidio (www.odcec.vicenza.it)

Il primo elemento determinante è l’ISEE in corso di validità, che deve essere riferito ai redditi e patrimoni del 2024 e non superare la soglia di 10.140 euro. A questo si affiancano limiti specifici sul reddito familiare e sul patrimonio complessivo, che vengono valutati in base alla composizione del nucleo. 

Il sistema tiene conto sia del patrimonio immobiliare, con esclusione della prima casa entro determinati valori, sia di quello mobiliare, che include risparmi e disponibilità liquide. L’insieme di questi parametri definisce la possibilità di accesso alla misura. 

Quanto si può ottenere: importi e condizioni 

L’Assegno di Inclusione non è un importo fisso, ma una integrazione al reddito che varia in base alla situazione economica del richiedente. L’importo massimo può arrivare fino a 845 euro al mese, ma solo in presenza di condizioni particolarmente restrittive, come l’assenza totale di redditi e un ISEE pari a zero, oltre alla presenza di un contratto di affitto regolarmente registrato. 

In assenza di affitto, l’importo massimo si riduce e può attestarsi intorno ai 541 euro mensili per un singolo beneficiario senza altre entrate. La cifra effettiva viene comunque calcolata caso per caso, tenendo conto del reddito familiare e della scala di equivalenza, che aumenta il beneficio in presenza di più componenti nel nucleo. 

Come funziona il sostegno e come viene utilizzato 

L’ADI non è un contributo completamente libero. Le somme erogate devono essere utilizzate per beni e servizi essenziali, attraverso strumenti tracciabili, e non possono essere integralmente convertite in contanti. 

Questo meccanismo riflette la natura della misura, che non si configura come un trasferimento diretto di denaro, ma come un intervento finalizzato a garantire un livello minimo di sostegno economico nelle situazioni di maggiore fragilità. 

Un sostegno per una fase critica 

Nel sistema attuale, perdere il lavoro a 60 anni rappresenta una condizione che espone a un rischio concreto di esclusione dal mercato e di difficoltà economica prolungata. L’Assegno di Inclusione interviene proprio in questo spazio, offrendo una rete di protezione che, pur con limiti e vincoli, consente di affrontare il periodo che separa dalla pensione. 

Il funzionamento della misura richiede attenzione nella verifica dei requisiti e nella gestione della domanda, ma nel 2026 resta uno degli strumenti principali a disposizione di chi si trova senza occupazione in una fase avanzata della vita lavorativa. 

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