Lavoro

Addio burocrazia anche in Italia: da oggi apri una società in poche ore e con meno di 100 euro

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Addio alla burocrazia (www.odcec.vicenza.it)

Anche in Italia, dal punto di vista della burocrazia, potrebbe presto esserci una svolta come mai prima d’ora.

Aprire una società in Europa oggi significa ancora muoversi tra norme diverse, tempi lunghi e costi variabili. È da qui che nasce la proposta della EU Inc., una nuova forma societaria pensata per funzionare in tutti i Paesi membri con regole uniche. 

L’obiettivo dichiarato è semplice: costituire un’impresa in 48 ore, online e con un costo massimo di 100 euro. Non è una modifica del sistema italiano, ma un’opzione alternativa che si affianca alle forme esistenti, come la SRL. 

Cos’è la EU Inc. e perché cambia il quadro 

La novità principale è lo strumento giuridico scelto. Non una direttiva, ma un regolamento europeo. Questo significa che le regole, una volta approvate, saranno applicate direttamente in tutti gli Stati membri senza passaggi intermedi. 

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Cosa dovrebbe cambiare presto (www.odcec.vicenza.it)

Oggi chi apre un’impresa in più Paesi si trova a gestire sistemi diversi, con procedure non allineate. La EU Inc. nasce per ridurre questa frammentazione. Una sola struttura, valida ovunque nell’Unione. 

Non sostituisce le forme nazionali. Le affianca. Chi vuole può continuare ad aprire una società secondo le regole italiane. Ma avrà anche un’alternativa più uniforme. 

Come funziona nella pratica 

La costituzione avverrà interamente online. Identità digitale, modelli standard di statuto, deposito telematico. Nessuna presenza fisica richiesta. Il processo passerà attraverso il sistema europeo di interconnessione dei registri d’impresa, il BRIS. 

Non è previsto un capitale minimo obbligatorio. Anche questo segna una differenza rispetto a molte forme societarie attuali. Rimane però il requisito della sede legale e operativa all’interno dell’Unione, per evitare utilizzi puramente formali. 

Il controllo di legalità non scompare. Cambia modalità. Può essere svolto da notai o autorità competenti anche in forma digitale, senza passaggi fisici. 

Il primo effetto riguarda i tempi. Passare da settimane a poche ore modifica la gestione iniziale di un’impresa. Non elimina i passaggi, ma li concentra. Il secondo riguarda i costi. Un tetto di 100 euro riduce la variabilità che oggi dipende da consulenze, atti e procedure locali. 

Poi c’è l’aspetto operativo. Una società valida in tutta l’Unione semplifica l’espansione. Non serve adattarsi ogni volta a un sistema diverso. Questo vale soprattutto per chi lavora su più mercati. 

Cosa resta invariato 

Non cambia tutto. Fiscalità e diritto del lavoro restano legati ai singoli Stati. Una EU Inc. che opera in Italia continuerà a seguire le regole fiscali italiane. 

Non è quindi uno strumento per ridurre le imposte. È una semplificazione della struttura e delle procedure. 

Anche i controlli restano. Non vengono eliminati, ma spostati su modalità digitali. Questo riduce i passaggi fisici, non il controllo in sé. 

All’interno del progetto è previsto anche un sistema chiamato EU-ESOP, legato alla partecipazione dei dipendenti al capitale. La tassazione viene differita al momento della vendita delle azioni. 

Non è una misura fiscale nuova, ma una modalità più uniforme per gestire strumenti già esistenti. Serve a rendere più semplice l’utilizzo su scala europea. 

Il progetto è ancora in fase legislativa. Deve passare da Parlamento e Consiglio. L’obiettivo è arrivare all’approvazione entro il 2026, con le prime applicazioni possibili dal 2027. Non è detto che i tempi vengano rispettati. Né che la struttura resti identica fino alla fine dell’iter. 

La direzione però è chiara. Ridurre passaggi, standardizzare le regole, spostare tutto su piattaforme digitali. Resta da capire quanto questa semplificazione riuscirà a convivere con i sistemi nazionali che restano, in gran parte, invariati. 

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