Molti beneficiari dell’Assegno di Inclusione si imbattono in un dubbio pratico: con la Carta ADI si può fare un bonifico per tutte le spese?
La risposta non è affatto scontata, e capire come funziona davvero la carta può fare la differenza nella gestione quotidiana del bilancio familiare.
La Carta ADI è lo strumento con cui l’INPS eroga ogni mese l’importo dell’Assegno di Inclusione, un contributo pensato per aiutare nuclei con minori, disabili o persone in condizioni di svantaggio economico. La carta ha caratteristiche simili a una prepagata e può essere usata come metodo di pagamento per acquisti e prestazioni nell’ambito delle spese consentite dalla normativa.
Cosa puoi pagare con carta ADI
Uno degli aspetti più fraintesi riguarda i bonifici con la Carta ADI. La carta permette di effettuare un bonifico, ma solo in casi molto circoscritti e ben definiti dalla legge. In pratica, si può trasferire denaro solo per pagare l’affitto dell’abitazione indicata nel contratto di locazione oppure le rate del mutuo verso l’istituto di credito che ha concesso il prestito.
Questa regola nasce dall’intento del legislatore di vincolare una parte dell’aiuto economico proprio alle spese più direttamente collegate alla casa in cui vive il beneficiario. Fuori da questi due casi, il sistema blockchain interno al circuito della Carta ADI non autorizza la transazione e il bonifico viene bloccato.
E qui nasce la difficoltà concreta per chi deve affrontare altri costi legati alla casa, come le spese condominiali. Anche se queste riguardano l’abitazione, non rientrano tra i pagamenti autorizzati per bonifico tramite Carta ADI: la carta non consente di inviare denaro a un conto condominiale, e l’amministratore non potrà quindi ricevere il pagamento con questa modalità.
Questo porta molte famiglie a chiedersi come fare. Le alternative, purtroppo, non sono perfette: in assenza di un conto corrente, chi possiede una Carta ADI può prelevare contanti fino al limite mensile previsto e utilizzare quella somma per pagare le spese che non è possibile saldare con bonifico. Il prelievo è soggetto a restrizioni legate al parametro della scala di equivalenza del nucleo familiare, ma rappresenta spesso l’unica via per coprire costi come quelli del condominio.

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Un’altra strada, meno tecnica ma altrettanto utile, è la comunicazione diretta con l’amministratore di condominio: spiegare la situazione e concordare un’altra forma di pagamento — come contanti con regolare ricevuta oppure il versamento da parte di un familiare con un conto corrente — può semplificare la pratica.
Quando invece si tratta di pagare l’affitto o la rata del mutuo con la Carta ADI, la procedura è più chiara e consolidata: ci si reca in un ufficio postale, si presenta la carta e si richiede l’esecuzione del bonifico verso l’IBAN del proprietario o della banca, specificando nella causale il motivo della transazione. È fondamentale ricordare che questi bonifici non si possono fare liberamente da casa tramite app o servizi online: devono essere richiesti tramite gli strumenti ufficiali previsti presso gli sportelli postali.
In sostanza, la Carta ADI resta uno strumento importante per molte famiglie italiane, ma la sua efficacia dipende da una conoscenza precisa dei limiti e delle possibilità di utilizzo. Comprendere cosa è consentito — e cosa no — può evitare disagi e aiutare a gestire meglio le spese di ogni mese, nei rapporti con il padrone di casa, l’amministratore condominiale e la banca.








