Alle 23 di domenica 22 marzo, il dato sull’affluenza per il referendum sulla Giustizia ha raggiunto il 46,07%. Un dato che segna un incremento significativo rispetto ad altri referendum recenti. Nonostante la partecipazione sia ancora lontana dal raggiungere il quorum, la cifra registrata fino a quel momento è superiore rispetto a quelli delle consultazioni passate.
In particolare, nel 2025, quando si votava per un abrogativo su lavoro e cittadinanza per i residenti stranieri, la partecipazione si era fermata al 22,73%. Un dato ben inferiore rispetto all’attuale.
Confronto con i referendum precedenti
Nel 2022, durante il referendum sulla separazione delle funzioni dei magistrati e altri temi, l’affluenza era stata del 20,9%. Un altro dato che mostrava una scarsa partecipazione, simile a quello del 2025.
Nel 2020, quando si votava per la riduzione del numero dei parlamentari, la percentuale di votanti era salita al 39,37%, ma comunque lontana dal raggiungere numeri superiori al 40%. La partecipazione a questo referendum, quindi, segna un miglioramento rispetto agli anni precedenti, anche se resta ancora lontana dai livelli che si sarebbero sperati.
L’affluenza per regione
Per quanto riguarda la distribuzione regionale, le prime stime mostrano che l’Emilia-Romagna potrebbe aver registrato il dato di affluenza più alto, seguita da altre regioni del Centro-Nord.
Al contrario, le regioni del Sud, come Sicilia e Calabria, si trovano in fondo alla classifica, con numeri decisamente più bassi. Questo trend non sorprende, visto che la partecipazione elettorale tende a essere tradizionalmente inferiore nelle aree meridionali del Paese.

Referendum giustizia
Le aspettative per le ultime ore: vince il si o il no?
Anche se non è previsto un quorum per validare il referendum, la partecipazione finale potrebbe ancora crescere nelle ultime ore. I dati finali potrebbero infatti essere influenzati dal picco di affluenza che si verifica spesso nelle ultime ore di votazione.
Secondo alcune stime, se l’affluenza finale dovesse superare il 50%, potrebbe essere il fronte del Sì a trarne vantaggio, mentre secondo altri analisti, tra cui il sociologo Renato Mannheimer, potrebbe essere la mobilitazione del fronte del No a far salire il numero dei votanti.
L’appuntamento per esprimere la propria opinione sui temi giuridici e politici resta aperto fino alle 15 di lunedì 23 marzo. A quel punto, i dati finali sull’affluenza daranno una fotografia definitiva del coinvolgimento degli elettori in questa consultazione.








