Cambia il modo in cui i giovani potranno accedere al bonus cultura, con una nuova carta unica che punta a semplificare il sistema ma che, allo stesso tempo, modifica alcune regole che finora avevano fatto la differenza tra chi riceveva il contributo e chi restava escluso.
La novità si chiama Carta Valore ed è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2026. L’obiettivo è chiaro: superare il sistema attuale, che prevede due strumenti distinti, e creare un’unica misura più semplice da gestire e più accessibile per i diplomati.
Una sola carta al posto di due
Con l’arrivo della nuova misura, verranno eliminate la Carta Cultura Giovani e la Carta del Merito. Al loro posto ci sarà un unico strumento digitale, personale e non cedibile, gestito attraverso una piattaforma dedicata.
Questo passaggio segna un cambio concreto. Finora, infatti, l’accesso al bonus era legato a condizioni diverse, come il reddito o il voto finale. Con la nuova carta, il sistema diventa più uniforme, anche se restano ancora alcuni aspetti da definire nei dettagli.
Quanto vale davvero la Carta Valore
L’importo non è stato fissato in modo definitivo, ma le indicazioni parlano di una cifra intorno ai 500 euro. Una soglia in linea con le misure precedenti, che potrebbe essere confermata anche nei prossimi anni.
Non è escluso che venga mantenuta una componente premiale. Questo significa che potrebbe esserci una base uguale per tutti e una quota aggiuntiva per chi ottiene risultati migliori all’esame di maturità. Una soluzione che cerca di bilanciare accesso più ampio e riconoscimento del merito.
Chi potrà riceverla e quando
La Carta Valore sarà destinata ai ragazzi che conseguiranno il diploma a partire dall’anno scolastico 2025/2026. Il bonus verrà erogato l’anno successivo e potrà essere richiesto entro il compimento dei 19 anni.
Il valore preciso del contributo verrà stabilito ogni anno con un decreto congiunto dei ministeri coinvolti. La misura sarà finanziata con uno stanziamento di 180 milioni di euro annui, a partire dal 2027.
Cosa si potrà acquistare
Il credito sarà utilizzabile esclusivamente per beni e attività legati alla cultura. Rientrano tra questi libri, ingressi a cinema e teatri, concerti, corsi e visite a musei o mostre.
Restano esclusi invece prodotti non collegati a questo ambito, come dispositivi elettronici o altri beni di consumo. Anche in questo caso, il principio resta quello già visto negli anni precedenti: incentivare la partecipazione culturale piuttosto che l’acquisto generico.
Il credito avrà una durata limitata e dovrà essere utilizzato entro un anno. In caso di uso non corretto, sono previste sanzioni e la revoca della carta.
Il passaggio dalle vecchie misure
Fino alla fine del 2026 resteranno attive le attuali agevolazioni, con due bonus distinti: uno legato all’Isee e uno al voto di maturità. Questo significa che il cambiamento non sarà immediato, ma avverrà in modo graduale.
Chi rientra nelle regole attuali continuerà quindi a utilizzare il sistema esistente, mentre i nuovi diplomati entreranno direttamente nel modello unificato previsto dalla Carta Valore.
Il punto vero sarà capire come questa semplificazione inciderà nella pratica. Per alcuni significherà accesso più semplice, per altri la perdita di condizioni più favorevoli. Ed è proprio in questo equilibrio che si giocherà il valore reale della nuova misura.








