Lavoro

Concorsi pubblici 2026: oltre 800 assunzioni autorizzate dallo Stato, dove sono i posti e come partecipare

concorsi pubblici
Ondata di concorsi pubblici per posti di lavoro (odcec.vicenza.it)

Nel giro di poche settimane il mercato del lavoro pubblico ha ricevuto una spinta che non si vedeva da tempo. Due nuovi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri hanno autorizzato oltre 800 assunzioni a tempo indeterminato nella Pubblica Amministrazione, aprendo una serie di concorsi destinati a partire nel corso del 2026.

I provvedimenti, firmati il 31 dicembre 2025 e pubblicati in Gazzetta Ufficiale a febbraio, danno il via libera all’ingresso di nuovi funzionari, assistenti e dirigenti in ministeri, enti pubblici e strutture tecniche dello Stato. Non si tratta soltanto di sostituire personale in uscita: il piano rientra in una strategia più ampia di rafforzamento dell’amministrazione pubblica, chiamata a gestire digitalizzazione, fondi europei, politiche ambientali e servizi sempre più complessi.

Il contesto è cambiato rispetto a pochi anni fa. Dal 2026 il turnover nella PA torna al 100% delle uscite, superando il limite del 75% previsto negli anni precedenti. Questo significa che ogni dipendente che lascia l’amministrazione può essere sostituito integralmente, riaprendo spazi di ingresso che erano rimasti bloccati a lungo.

Per molti osservatori del settore pubblico si tratta di una vera riapertura del sistema dei concorsi, con selezioni più frequenti e tempi più rapidi.

Dove saranno i nuovi posti di lavoro

Le autorizzazioni riguardano un ventaglio piuttosto ampio di amministrazioni. Tra i ministeri coinvolti figurano Affari Esteri, Istruzione e Merito, Università e Ricerca e il Ministero della Giustizia, in particolare negli archivi notarili e nel Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria.

Accanto alle amministrazioni centrali compaiono diversi enti pubblici nazionali, tra cui INAIL, Automobile Club d’Italia, Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, Agenzia Italiana del Farmaco, ENAC e l’Agenzia Italiana per la Gioventù.

Una quota di posti riguarda anche strutture ambientali e territoriali come il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Parco Nazionale del Pollino e le autorità di bacino dei principali distretti idrografici italiani.

Il piano prevede tre grandi categorie di profili.

I dirigenti di seconda fascia saranno selezionati attraverso concorsi ordinari o tramite il corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, che continua a coprire oltre la metà delle posizioni disponibili.

I funzionari, invece, rappresentano la parte più ampia delle assunzioni. Si tratta di laureati in discipline giuridiche, economiche, scientifiche e tecniche, con competenze che spaziano dall’amministrazione pubblica alla gestione dei fondi europei, fino alle nuove figure legate al digitale e all’ambiente.

Infine ci sono gli assistenti, destinati soprattutto ai diplomati e alle attività amministrative di supporto negli uffici centrali e territoriali.

Un esempio concreto arriva dall’Automobile Club d’Italia, che ha già autorizzato l’assunzione di oltre duecento funzionari laureati, alcune decine di assistenti diplomati e alcune posizioni dirigenziali.

Stipendi e condizioni di lavoro

Gli stipendi variano a seconda del profilo e dell’ente di destinazione. Per i funzionari delle amministrazioni centrali il salario base parte da circa 23 mila euro lordi annui, ai quali si aggiungono indennità amministrative, tredicesima e altre componenti variabili legate alle prestazioni.

Per gli assistenti amministrativi la base retributiva si colloca intorno ai 19 mila euro lordi annui, mentre per i dirigenti si superano facilmente i 40 mila euro, con margini di crescita legati alla progressione di carriera.

Il quadro normativo ha introdotto anche alcune novità procedurali. Le autorizzazioni alle assunzioni hanno una durata massima di tre anni e le graduatorie dei concorsi restano valide per due anni, con la possibilità di scorrimento senza i limiti applicati in passato.

Nel frattempo il cosiddetto Decreto Sicurezza ha aperto la strada anche a nuove selezioni nelle Forze dell’Ordine e nei corpi collegati al Ministero dell’Interno, con migliaia di posti programmati tra il 2026 e il 2027.

Come partecipare ai concorsi pubblici

Chi vuole partecipare alle nuove selezioni deve ormai fare riferimento quasi esclusivamente al Portale del Reclutamento InPA, la piattaforma digitale attraverso cui vengono pubblicati e gestiti la maggior parte dei concorsi pubblici italiani.

L’accesso avviene tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica e permette di inviare la candidatura online, allegando titoli di studio, certificazioni e documentazione richiesta dal bando.

I requisiti di base restano quelli tradizionali: cittadinanza italiana o europea, maggiore età, idoneità fisica al lavoro pubblico, assenza di condanne incompatibili con l’impiego statale e possesso del titolo di studio richiesto.

Le prove di selezione seguono uno schema ormai consolidato. Spesso si parte con una preselezione a quiz, che include logica, comprensione del testo e nozioni di diritto pubblico. Chi supera questa fase accede alla prova scritta, che può essere a risposta multipla o aperta, e infine all’orale.

Negli ultimi anni molte procedure sono state digitalizzate, con prove informatizzate e tempi di correzione più rapidi.

Le strategie per chi vuole entrare nella PA

La difficoltà principale nei concorsi pubblici non è tanto il numero di posti disponibili quanto il filtro iniziale della preselezione. È qui che si concentra la competizione più alta, perché migliaia di candidati si confrontano su quiz di logica e diritto.

Per questo chi prepara questi concorsi tende a concentrarsi su poche famiglie di profili, sfruttando la sovrapposizione delle materie tra amministrazioni diverse. Un approccio che consente di affrontare più bandi con la stessa preparazione di base.

Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda la tempestività. Molti aspiranti candidati aspettano il concorso ideale, quello perfettamente allineato con il proprio percorso. Nel frattempo però le selezioni scorrono, le graduatorie si formano e i posti vengono assegnati.

Nel 2026, con concorsi distribuiti lungo tutto l’anno e autorizzazioni valide su base triennale, la strategia più diffusa tra chi conosce il sistema resta la più semplice: partecipare subito alle prime selezioni disponibili e accumulare esperienza con le prove concorsuali.

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