Avere una parte del proprio patrimonio “ferma” può sembrare una scelta poco dinamica, ma resta una delle opzioni più utilizzate.
Non per far crescere il capitale in modo significativo, ma per difenderlo nel breve periodo. Il punto, però, è sempre lo stesso: il rendimento deve almeno compensare inflazione, tasse e costi. Altrimenti, il rischio concreto è una perdita silenziosa di valore.
Nelle ultime settimane il mercato obbligazionario ha dato segnali chiari. I rendimenti stanno risalendo, anche se in modo disomogeneo. Sui titoli di Stato già quotati, come i BTP scambiati sul MOT di Borsa Italiana, l’aggiustamento è immediato.
Un esempio concreto: un BTP con scadenza residua di circa un anno è passato da poco sopra il 2% di fine febbraio a circa il 2,46% a metà marzo. Un incremento contenuto, ma sufficiente a cambiare la percezione del rendimento nel breve termine.
Diverso il discorso per prodotti come i conti deposito o il risparmio postale. Qui i tassi non si muovono automaticamente: serve un intervento diretto dell’emittente. E al momento, Cassa Depositi e Prestiti non ha aggiornato le condizioni dei prodotti postali, lasciando invariati i rendimenti rispetto alle settimane precedenti.
Depositi Supersmart: come funzionano davvero
I Depositi Supersmart di Poste Italiane rappresentano una forma di accantonamento legata al libretto Smart. In pratica, si vincola una somma per un periodo definito ottenendo un rendimento maggiore rispetto alla semplice liquidità.
I punti chiave restano:
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Garanzia dello Stato italiano
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Nessun costo di gestione
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Attivazione a partire da 500 euro (multipli di 50)
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Possibilità di svincolo anticipato (con perdita degli interessi maturati)
Dal punto di vista fiscale, la tassazione è quella standard: 26% sugli interessi e imposta di bollo dello 0,2% annuo.
Il limite principale è noto: i rendimenti attuali, pur migliorati rispetto alla liquidità pura, non riescono ancora a coprire completamente l’inflazione. In altre parole, proteggono solo in parte il potere d’acquisto.
I rendimenti attuali: confronto tra le principali opzioni
Entrando nel dettaglio, i prodotti disponibili oggi si differenziano soprattutto per durata e condizioni di accesso.
Il Supersmart Open è la formula più semplice: vincolo di 360 giorni con un rendimento lordo dell’1,50%, che scende a circa l’1,1% netto.
Più interessante, almeno sulla carta, è il Supersmart Plus, aggiornato a metà marzo. Offre un rendimento lordo del 3,25%, ma su una durata di soli 181 giorni. Questo significa che, su base annua, il ritorno effettivo si ridimensiona, soprattutto dopo la tassazione.
Il Supersmart Rinnova punta invece su una durata più lunga, 540 giorni, con un rendimento dell’1,75%. È però riservato a chi reinveste somme provenienti da precedenti accantonamenti.
Le altre due opzioni sono targetizzate:
il Supersmart Young, per i 18-35 anni, con durata di 180 giorni e rendimento del 2%,
e il Supersmart Pensione, anch’esso al 2% ma su 364 giorni, destinato a chi accredita la pensione sul libretto.

Quanto si guadagna davvero: una simulazione concreta – odcec.vicenza.it
Per capire l’impatto reale, basta simulare un investimento di 7.000 euro alle condizioni attuali.
I risultati, al netto della tassazione ma escluso il bollo, sono indicativi:
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Supersmart Plus: circa 83 euro
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Supersmart Rinnova: circa 134 euro
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Supersmart Open: circa 76 euro
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Supersmart Young: circa 51 euro
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Supersmart Pensione: circa 103 euro
Numeri che aiutano a mettere in prospettiva la scelta: si tratta di rendimenti contenuti, ma con un livello di rischio estremamente basso.
Meglio vincolare o restare liquidi?
La domanda resta aperta. In un contesto in cui i tassi stanno lentamente risalendo, bloccare oggi un rendimento potrebbe rivelarsi una scelta conservativa ma poco flessibile. Dall’altra parte, lasciare i soldi fermi sul conto significa esporsi completamente all’inflazione.
I Depositi Supersmart si collocano esattamente in mezzo: non fanno crescere davvero il capitale, ma riducono l’impatto della perdita di valore nel tempo.
La scelta, quindi, non è tanto tra guadagnare o meno, quanto tra diverse forme di protezione del risparmio. E in uno scenario ancora incerto, anche pochi decimali possono fare la differenza.








