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Il Vaticano entra in Borsa: la banca dello IOR lancia due indici azionari “etici” con Morningstar

il Vaticano entra in borsa
Operazione finanziaria del Vaticano con titoli "etici" (odcec.vicenza.it)

Il Vaticano prova a ridefinire il suo rapporto con i mercati finanziari. Lo fa con uno strumento che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato lontano dalla tradizione della Santa Sede: indici azionari costruiti secondo criteri etici ispirati alla dottrina cattolica.

La novità arriva dalla collaborazione tra lo IOR, l’Istituto per le Opere di Religione spesso definito impropriamente “banca vaticana”, e la società internazionale di analisi finanziaria Morningstar. Insieme hanno lanciato due nuovi indici destinati agli investitori che vogliono conciliare rendimento finanziario e principi morali.

I due benchmark sono il Morningstar IOR Eurozone Catholic Principles e il Morningstar IOR US Catholic Principles, costruiti selezionando aziende quotate che rispettano determinati criteri etici. L’idea è quella di offrire un punto di riferimento per fondi e investitori istituzionali interessati a strategie di investimento coerenti con l’insegnamento sociale della Chiesa.

Non si tratta di un fondo gestito direttamente dal Vaticano, ma di indici che possono essere utilizzati come base per strumenti finanziari o portafogli di investimento.

Come funzionano i nuovi indici cattolici

Il meccanismo è simile a quello dei tradizionali indici azionari. Anche qui si parte da un universo di società quotate, ma la selezione non avviene solo sulla base della capitalizzazione o della liquidità.

Il filtro principale riguarda la coerenza con i principi etici cattolici, che escludono aziende coinvolte in settori considerati incompatibili con la dottrina della Chiesa.

Tra le attività generalmente escluse ci sono la produzione di armi controverse, il tabacco, il gioco d’azzardo e alcune attività legate al settore farmaceutico quando sono associate a pratiche considerate contrarie alla tutela della vita umana.

Una volta applicati questi criteri, Morningstar costruisce il paniere includendo società a media e grande capitalizzazioneche rispettano gli standard stabiliti.

Nel caso dell’indice dedicato agli Stati Uniti compaiono nomi molto noti del mercato tecnologico e finanziario globale. Nel paniere figurano aziende come Meta Platforms, Amazon, Nvidia, Tesla e Apple, insieme ad altre grandi società internazionali.

Per l’area euro, invece, entrano in gioco gruppi come ASML, Deutsche Telekom, SAP, Hermès, Allianz e Banco Santander.

Il tentativo di voltare pagina dopo gli scandali

L’operazione non nasce nel vuoto. Negli ultimi decenni lo IOR è stato spesso associato a vicende finanziarie controverse che hanno messo in discussione la trasparenza della gestione patrimoniale vaticana.

Proprio per questo negli ultimi anni la Santa Sede ha avviato una serie di riforme interne, con l’obiettivo di rendere più chiari i criteri di investimento e più controllabili le attività finanziarie.

La partnership con Morningstar si inserisce in questo percorso. L’idea è costruire strumenti che siano facilmente verificabili dall’esterno e che possano dimostrare come il capitale gestito dalla Chiesa segua linee coerenti con i valori dichiarati.

Il tema non è soltanto reputazionale. Anche molti investitori istituzionali, in particolare fondazioni e enti religiosi, chiedono da tempo prodotti finanziari che rispettino criteri morali specifici.

Gli indici creati insieme a Morningstar non sono destinati esclusivamente alle istituzioni religiose. In teoria possono diventare un benchmark utilizzato da gestori patrimoniali e fondi che vogliono costruire portafogli basati su criteri etici.

Negli ultimi anni il mercato degli investimenti sostenibili ed etici è cresciuto rapidamente. In questo contesto il Vaticano tenta di portare una propria interpretazione del concetto di investimento responsabile.

La differenza rispetto ai tradizionali indici ESG è proprio l’impostazione morale. Non si tratta solo di valutare l’impatto ambientale o la governance delle aziende, ma di applicare principi derivati dall’insegnamento sociale cattolico.

Per questo motivo alcune grandi multinazionali restano escluse a prescindere dal loro peso nei mercati globali.

Un nuovo ruolo nella finanza internazionale

Per lo IOR questa iniziativa rappresenta anche un cambio di posizionamento. L’istituto, storicamente legato alla gestione dei fondi della Chiesa e degli enti religiosi, prova a entrare nel dibattito più ampio sulla finanza etica.

L’obiettivo dichiarato è offrire uno standard di riferimento per chi vuole investire senza separare rendimento economico e valori morali.

In un mondo finanziario sempre più sensibile ai temi della sostenibilità, la Santa Sede tenta così di ritagliarsi uno spazio specifico, costruendo strumenti che riflettano la propria visione dell’economia e della responsabilità sociale.

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