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IMU 2026: chi deve pagare davvero, quando si versa e in quali casi si è esenti

IMU 2026
IMU 2026: guide alle scadenze e esenzioni - Odcec News

Giugno e dicembre tornano a essere mesi da segnare in rosso per chi possiede un immobile.

L’IMU continua a pesare su seconde case, negozi, terreni e fabbricati diversi dall’abitazione principale. È un’imposta che esiste da anni, eppure ogni stagione riapre le stesse domande: devo pagarla? Quanto? Posso avere una riduzione?

Nel 2026 le regole di base non cambiano, ma le differenze tra Comune e Comune possono incidere parecchio sul conto finale.

Chi è tenuto al pagamento

L’IMU 2026 è dovuta dai proprietari di seconde case, dagli immobili affittati, dai titolari di immobili commerciali e da chi possiede terreni edificabili. Rientrano nell’obbligo anche i titolari di diritti reali come usufrutto, uso o abitazione.

L’abitazione principale, in linea generale, resta esclusa. Fanno eccezione gli immobili di lusso, cioè quelli accatastati come A/1, A/8 e A/9. In caso di comproprietà, ognuno paga in proporzione alla propria quota.

Il principio è semplice: conta il possesso, non l’utilizzo. Anche un immobile sfitto può generare imposta.

Le scadenze da rispettare

Le date non cambiano. Il 16 giugno 2026 si versa l’acconto, il 16 dicembre 2026 il saldo. L’acconto è di norma pari al 50% di quanto dovuto l’anno precedente, salvo modifiche deliberate dal Comune.

Il pagamento avviene con modello F24 oppure con bollettino postale. Chi sbaglia importo o dimentica la scadenza rischia sanzioni e interessi.

Come si calcola l’imposta

Il calcolo parte dalla rendita catastale, che viene rivalutata del 5%. Il valore ottenuto va moltiplicato per il coefficiente previsto per la categoria dell’immobile. A quel punto si applica l’aliquota stabilita dal Comune.

Ed è qui che nascono le differenze. Ogni amministrazione può deliberare aliquote diverse entro i limiti fissati dalla legge. Per questo conviene controllare ogni anno le delibere comunali pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia.

Un cambiamento anche minimo dell’aliquota può incidere in modo concreto sull’importo finale.

Esenzioni e riduzioni previste

Restano escluse dall’IMU l’abitazione principale non di lusso, gli immobili assegnati al coniuge separato e, in determinate condizioni, quelli posseduti da anziani o disabili ricoverati in modo permanente. Sono esenti anche i fabbricati rurali strumentali.

Sono previste riduzioni del 50% per immobili concessi in comodato a figli o genitori, a patto che siano rispettati requisiti precisi. Esistono poi riduzioni per immobili inagibili o locati a canone concordato.

Le agevolazioni non sono automatiche. Serve verificare ogni requisito e, quando necessario, presentare la dichiarazione IMU.

Se il pagamento salta

Il mancato versamento comporta sanzioni, interessi e la possibilità di riscossione coattiva. Non è raro che il problema emerga mesi dopo, con importi aumentati.

Esiste però il ravvedimento operoso: si può regolarizzare la posizione pagando imposta, interessi e una sanzione ridotta. Prima si interviene, meno si paga.

L’IMU 2026 resta una voce rilevante per chi possiede immobili. Non è un’imposta nuova, ma ogni anno richiede attenzione. Basta una variazione catastale, un comodato registrato male o un’aliquota modificata per cambiare l’importo dovuto. E accorgersene tardi non conviene.