C’è una cifra che molti lavoratori dipendenti vedono passare senza accorgersene, oppure non vedono affatto. Parliamo del cosiddetto trattamento integrativo: fino a 1.200 euro l’anno, legato al reddito da lavoro.
Questo ‘bonus’ non è una misura nuova, ma continua a creare confusione, soprattutto su come ottenerla davvero. Il punto chiave è uno: non tutti la ricevono automaticamente. E in alcuni casi bisogna recuperarla tramite il modello 730.
Il meccanismo è legato al reddito complessivo. Chi guadagna fino a 15.000 euro annui ha diritto all’importo pieno, pari a circa 100 euro al mese. Sopra questa soglia, fino a 28.000 euro, il beneficio non scompare ma cambia forma. In questa fascia intermedia, il bonus viene ricalcolato. Non è più una cifra fissa, ma dipende dal rapporto tra detrazioni fiscali e imposta dovuta. Più il margine si riduce, più anche il bonus si abbassa. C’è poi un altro elemento spesso ignorato: i giorni effettivi di lavoro. Se non si è lavorato tutto l’anno, l’importo si riduce in proporzione.
Perché molti non ricevono il contributo
In teoria, il bonus viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro. Ma non succede sempre. Ci sono situazioni in cui il pagamento non viene effettuato, oppure avviene solo in parte. Succede, ad esempio, con alcune categorie come i lavoratori domestici, oppure quando c’è una incapienza fiscale temporanea, cioè quando l’imposta da pagare è troppo bassa per assorbire il beneficio.

Bonus € 1200 per redditi medio bassi – Odcec.vicenza.it
In altri casi, è lo stesso lavoratore a non richiederlo durante l’anno, preferendo recuperarlo dopo. Se il trattamento integrativo non è stato erogato, si può recuperare con la dichiarazione dei redditi. Qui entra in gioco il modello 730/2026. Il passaggio è più semplice di quanto sembri, ma richiede attenzione ai dati. Tutto parte dalla Certificazione Unica, che il datore di lavoro rilascia entro metà marzo. È lì che si trova l’indicazione se il bonus è stato riconosciuto oppure no.
Se risulta non erogato, o erogato solo in parte, il credito viene calcolato automaticamente nel 730 e restituito sotto forma di rimborso. Questo significa che la somma arriva direttamente in busta paga o sul conto, nei mesi successivi alla dichiarazione.
La cifra massima, cioè 1.200 euro, non è automatica per tutti. Serve una combinazione precisa: reddito entro i 15.000 euro, lavoro per l’intero anno e mancata erogazione durante l’anno. Al di sopra di questa soglia, fino a 28.000 euro, il valore diminuisce progressivamente. Non sparisce, ma si riduce.
Molti danno per scontato che tutto sia già stato pagato. Non è così. Basta una variazione di reddito, un cambio di lavoro o una situazione fiscale particolare per cambiare completamente il risultato. Il rischio è lasciare somme non richieste. Alla fine, più che fare domanda, si tratta di verificare e dichiarare correttamente. Il sistema fa il resto, ma solo se i dati sono allineati. E spesso non lo sono del tutto.







