Diritto

La differenza che non sai e che dovresti conoscere tra querela e denuncia

Denuncia e querela, qual è la differenza
Differenza tra denuncia e querela

Nel linguaggio comune le usiamo come sinonimi, quasi fossero termini intercambiabili da lanciare contro chi ci ha fatto un torto. Eppure, nel codice di procedura penale, tra querela e denuncia passa un solco profondissimo.

Sbagliare termine non è solo un errore formale: può significare la chiusura immediata di un caso o l’impossibilità di ottenere giustizia.

Se la denuncia è un atto di collaborazione con lo Stato, la querela è una condizione di procedibilità senza la quale il magistrato ha le mani legate. Comprendere questa distinzione è il primo passo per non trovarsi impreparati davanti a un maresciallo dei Carabinieri o a un avvocato.

La denuncia: quando lo Stato procede “d’ufficio”

La denuncia è la segnalazione di un reato che lo Stato considera talmente grave da non poter essere ignorato, a prescindere dalla volontà della vittima. Parliamo di delitti che offendono l’intera collettività: dall’omicidio alla rapina, dalle estorsioni ai maltrattamenti in famiglia (in determinati casi).

In queste circostanze, una volta che la notizia di reato arriva alle autorità, si mette in moto una macchina inarrestabile. La denuncia può essere presentata da chiunque (non solo dalla vittima) e, fatto salvo per le calunnie, non può essere ritirata. S

Se denunciate un reato procedibile d’ufficio, non potrete più “cambiare idea”: il processo andrà avanti anche se decidete di perdonare il colpevole.

La querela: l’ultima parola spetta alla vittima

Discorso diametralmente opposto per la querela. Qui lo Stato fa un passo indietro e lascia alla persona offesa la facoltà di decidere se attivare o meno il processo penale.

Si applica a reati considerati “minori” o che attengono alla sfera privata, come la diffamazione, le lesioni lievi o lo stalking (salvo aggravanti).

La querela non è solo il racconto del fatto, ma contiene una richiesta esplicita: “Voglio che il colpevole sia punito”. Se manca questa dichiarazione di volontà, la segnalazione resta una scatola vuota e il Pubblico Ministero non potrà nemmeno aprire il fascicolo.

La differenza tra querela e denuncia

Come funziona la querela e la denuncia

Il fattore tempo: la trappola dei tre mesi

Se per i reati procedibili d’ufficio (denuncia) i tempi sono lunghi e dettati dalla prescrizione, per la querela esiste una ghigliottina temporale spietata. La legge stabilisce che la querela debba essere presentata entro tre mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto che costituisce reato (il termine sale a sei mesi per reati specifici come la violenza sessuale o lo stalking).

Perché si può “rimettere” la querela?

A differenza della denuncia, la querela è uno strumento flessibile. Può essere rimessa (ovvero ritirata). Se la vittima e il colpevole raggiungono un accordo, o se interviene un risarcimento del danno, la querela può essere revocata, portando all’estinzione del procedimento penale.

È una sorta di “potere negoziale” che la legge affida al cittadino: puoi scegliere di perdonare, ma devi farlo prima della sentenza definitiva. Ricorda però: una volta rimessa la querela, non potrai mai più ripresentarla per lo stesso fatto. La porta della giustizia penale, in quel caso, si chiude per sempre.

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