Economia

Mercato immobiliare vicentino in frenata: calano compravendite e prezzi

Mercato immobiliare vicentino in frenata: calano compravendite e prezzi
Mercato immobiliare vicentino in frenata: calano compravendite e prezzi

Il mercato immobiliare della provincia di Vicenza archivia il 2025 con meno compravendite, prezzi ancora in salita ma con meno slancio, e una distanza sempre più evidente tra il capoluogo e il resto del territorio.

È la fotografia scattata dal Listino della Borsa Immobiliare della Camera di Commercio di Vicenza, pubblicato ad aprile e usato da operatori, tecnici e famiglie per capire quali siano i valori reali di mercato.

Scambi giù in provincia, Vicenza città va controcorrente

Il dato che colpisce di più è quello delle transazioni. Nel 2025, in provincia, si sono fermate a 9.028, in calo dell’11,1% rispetto all’anno prima. Una frenata netta, dopo tre anni di crescita sostenuta. Ma non ovunque allo stesso modo.

Nel Comune di Vicenza, infatti, le compravendite sono aumentate dell’1,3%. Fuori città, invece, il calo è stato molto più pesante: -13,7%. Una differenza che gli operatori conoscono bene e che adesso trova conferma nei numeri. Chi compra continua a preferire l’area urbana, dove pesano servizi, collegamenti, scuole, trasporti e una vita quotidiana percepita come più comoda.

La città, pur occupando una parte minima del territorio provinciale, concentra una quota importante degli scambi. In altre parole, a Vicenza si vende e si compra molto di più, in rapporto ai chilometri quadrati, rispetto ai comuni esterni. Non è una novità, ma nel 2025 il fenomeno si vede ancora meglio.

Mutui decisivi fuori città: lì il credito pesa di più

C’è poi il tema dei mutui, che racconta bene la differenza economica e sociale tra chi compra in città e chi si sposta nel resto della provincia. Nel capoluogo, meno della metà delle operazioni si chiude con un finanziamento bancario. Nei comuni extraurbani, invece, la quota supera il 58%.

Detto in modo semplice: fuori da Vicenza si dipende di più dal credito per entrare nel mercato. E in una fase in cui tassi e costo della vita hanno inciso sulle scelte delle famiglie, questo aiuta a spiegare perché la frenata sia stata più forte proprio nelle aree periferiche. Non conta solo il prezzo delle case. Conta anche quanta spesa si riesce a sostenere subito.

Se si allarga lo sguardo agli ultimi dieci anni, il divario appare ancora più chiaro. Dal 2015 a oggi le compravendite in città sono cresciute dell’89%, quasi il doppio del 47% registrato nel resto della provincia. Un dato che conferma il ruolo del capoluogo come motore del mercato locale.

Prezzi ancora su, ma senza la corsa degli ultimi anni

Anche sul fronte dei prezzi, il 2025 segna un cambio di ritmo. L’indice sintetico della Borsa Immobiliare, riferito agli immobili recenti o ristrutturati, indica un aumento medio dell’1,5%. I valori, quindi, non scendono. Ma crescono meno rispetto al 2024 e al 2023, quando l’aumento era stato più marcato.

È un raffreddamento che si inserisce in un quadro più ampio. Anche a livello nazionale le abitazioni nuove hanno mostrato rincari più contenuti rispetto alla fase subito successiva al boom post-pandemia. In sostanza, il mercato sembra essersi assestato su ritmi meno tirati.

Dentro la provincia, però, le differenze restano forti. Vicenza città segna aumenti moderati, spinti soprattutto dagli immobili nuovi o di costruzione recente. Nelle frazioni, in alcuni casi, le crescite sono più visibili, anche perché partono da valori più bassi.

Bassano sale più della media, arretrano Valdagno e Arzignano

Tra i casi più evidenti c’è Bassano del Grappa, dove i prezzi del comparto recente sono saliti oltre la media provinciale. Segno opposto, invece, nelle aree di Valdagno e Arzignano, dove si registrano cali nei valori di compravendita.

Il quadro, insomma, è molto frammentato. Conta sempre di più la posizione dell’immobile, ma anche la sua qualità, la classe energetica, lo stato di manutenzione e la presenza di spazi che oggi pesano molto nelle scelte d’acquisto, dal terrazzo al posto auto. Non basta più essere “in provincia”. Conta dove si è, e in che condizioni si trova la casa.

Case richieste più di quanto se ne trovino

Nonostante il rallentamento, resta un elemento di fondo: la domanda continua a superare l’offerta disponibile, sia nel capoluogo sia in molte aree della provincia. È questo squilibrio a impedire una vera discesa dei prezzi e a tenere il mercato in movimento, anche se con meno scambi rispetto agli anni passati.

Un discorso a parte riguarda le nuove costruzioni realizzate tra il 2023 e il 2025. Questo segmento sconta ancora l’aumento dei costi dei materiali esploso nel 2022 e le difficoltà di approvvigionamento che hanno pesato sui cantieri. I valori, quindi, restano più rigidi e la disponibilità è spesso limitata.

Più tutele nelle vendite con la relazione urbanistica-catastale

Nel nuovo listino compare anche una novità tecnica destinata ad avere effetti pratici sulle compravendite: la Relazione Integrata Urbanistica-Catastale. È un documento redatto da professionisti abilitati che certifica la conformità urbanistica, edilizia e catastale di un immobile.

L’obiettivo è tagliare il rischio di contenziosi dopo il rogito e dare più garanzie sia a chi vende sia a chi compra. Per agenzie e notai può diventare uno strumento utile, soprattutto in un mercato più selettivo, dove i margini di incertezza pesano più di prima.

La fotografia del 2025, in definitiva, è quella di un mercato che non si ferma, ma cambia ritmo. Meno compravendite, prezzi ancora in aumento ma con più cautela, differenze territoriali sempre più marcate. E una certezza, almeno per ora: nel Vicentino la città continua ad attirare più della provincia.

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