Diritto

Pensione usuranti, scadenza 1° maggio 2026 per uscire prima nel 2027: requisiti e cosa fare

operaio al lavoro in fabbrica con strumenti industriali per pensione lavori usuranti
Lavori usuranti e pensione anticipata in ambito industriale - odcec.vicenza.it

Per chi svolge lavori usuranti, il 1° maggio 2026 è una data da non sottovalutare, perché può determinare la possibilità di accedere alla pensione anticipata nel 2027.

Con il messaggio n. 1188 del 2 aprile 2026, l’INPS ha chiarito che entro questa scadenza deve essere presentata la domanda di riconoscimento del beneficio per i lavoratori che maturano i requisiti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non si tratta di un semplice adempimento formale, ma di un passaggio che incide direttamente sui tempi di uscita dal lavoro.

In questo contesto, la disciplina resta quella prevista dal D. Lgs. 67/2011, aggiornata nel tempo fino alla Legge di Bilancio 2026, con un elemento importante che riguarda i requisiti anagrafici.

Requisiti confermati senza aumenti legati alla speranza di vita

Per le categorie di lavoratori usuranti non si applicano ulteriori adeguamenti alla speranza di vita almeno fino al 31 dicembre 2028. Questo significa che restano validi i requisiti già fissati negli anni precedenti, senza nuovi incrementi dell’età pensionabile nel breve periodo.

Si tratta di un aspetto rilevante, perché consente una pianificazione più stabile dell’uscita, evitando variazioni improvvise che negli ultimi anni hanno spesso modificato le prospettive previdenziali.

Chi può accedere alla pensione usuranti

Rientrano tra i beneficiari gli addetti a mansioni particolarmente gravose, i lavoratori impegnati in catena di montaggio, i conducenti del trasporto pubblico e alcune categorie di lavoratori notturni. Le soglie cambiano in base alla tipologia di attività e all’intensità del lavoro svolto.

Per i lavoratori dipendenti, il riferimento più comune è quello di almeno 35 anni di contributi, con un’età minima di 61 anni e 7 mesi e il raggiungimento della quota 97,6. Per gli autonomi, invece, servono almeno 62 anni e 7 mesi e quota 98,6, mantenendo sempre il requisito contributivo.

Le condizioni si modificano per chi svolge lavoro notturno in modo meno continuativo, con requisiti più elevati all’aumentare della riduzione delle giornate lavorate di notte, rendendo necessario verificare caso per caso la posizione individuale.

Scadenza e conseguenze in caso di ritardo

Il rispetto della scadenza del 1° maggio 2026 è centrale. In caso di presentazione tardiva della domanda, la normativa prevede uno slittamento della decorrenza della pensione che può arrivare fino a tre mesi, aumentando con il ritardo accumulato.

Se la richiesta viene presentata oltre i limiti previsti, il rinvio può estendersi anche all’anno successivo, con un impatto diretto sulla possibilità di uscita anticipata.

Per il personale della scuola e del comparto AFAM, valgono regole specifiche sulla decorrenza, che non seguono il meccanismo mensile ordinario ma restano comunque vincolate a finestre temporali precise.

Come presentare la domanda e quali documenti servono

La procedura è telematica e prevede l’invio del modulo AP45, accompagnato dalla documentazione necessaria a dimostrare la natura dell’attività svolta. Il riferimento è la tabella A del D.M. 20 settembre 2011, aggiornata nel 2017.

Un aspetto delicato riguarda le prove documentali: l’INPS richiede elementi che attestino in modo concreto il lavoro svolto nel periodo interessato. Non sono sufficienti dichiarazioni generiche o attestazioni rilasciate successivamente senza riscontri oggettivi.

Quando la documentazione non è completa, è possibile integrare con atti equivalenti, ma devono essere realmente idonei a dimostrare le condizioni richieste dalla normativa.

Cosa succede dopo la domanda

Dopo l’istruttoria, l’INPS può accogliere la richiesta indicando la prima decorrenza utile, oppure riconoscere i requisiti ma rinviare l’uscita per limiti di copertura finanziaria, oppure ancora respingere l’istanza.

Per chi presenta la domanda entro il termine e matura i requisiti nel 2027, l’accoglimento avviene inizialmente con riserva, in attesa della verifica definitiva entro la fine dell’anno.

È importante considerare che il riconoscimento del beneficio non coincide automaticamente con la pensione: sarà necessario presentare una successiva domanda di pensionamento e in quella fase verrà effettuato un ulteriore controllo sui requisiti.

Per questo motivo, la gestione della domanda richiede attenzione sia nella fase iniziale sia in quella finale, perché ritardi o documentazione incompleta possono spostare concretamente in avanti l’uscita dal lavoro.

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