Nel contesto di un’economia sempre più digitalizzata, il denaro contante ha mantenuto il suo ruolo di risorsa sicura e tangibile.
La crescente vulnerabilità dei sistemi bancari e finanziari, amplificata da eventi globali come conflitti internazionali o attacchi informatici, ha sollevato il dibattito su quanto sia ancora utile mantenere una riserva di denaro contante.
In un mondo che dipende sempre più dalle transazioni digitali, molti si chiedono cosa succederebbe se i sistemi bancari venissero compromessi. Un’eventualità che sta diventando sempre più realistica in scenari di crisi, come guerre o attacchi cibernetici.
Ad esempio, l’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha generato preoccupazione globale, alimentando la volatilità dei mercati e l’aumento dei prezzi del petrolio. In queste circostanze, il denaro contante emerge come un vero e proprio strumento di sicurezza, capace di garantire l’accesso ai beni di prima necessità quando le banche o i sistemi di pagamento elettronico potrebbero non essere operativi.
Nel suo rapporto “Keep calm and carry cash: lessons on the unique role of physical currency across four crisis”, la Banca Centrale Europea (BCE) suggerisce di avere tra 70 e 100 euro in contante per persona. Questo importo sarebbe sufficiente a coprire i bisogni primari come cibo, medicine e trasporti per circa 72 ore, ovvero il tempo necessario per ripristinare la normalità in caso di una grave interruzione dei sistemi finanziari o delle infrastrutture digitali.
La BCE consiglia: avere contante a portata di mano
Secondo il rapporto della BCE, il contante rimane una risorsa indipendente da bancomat, carte di credito e pagamenti elettronici. La sua validità è intatta anche in caso di blackout o attacchi informatici. Un esempio pratico è stato osservato durante il blackout in Spagna nell’aprile del 2025: mentre i ricavi dell’e-commerce sono crollati del 54% e l’uso delle carte del 42%, le banconote hanno continuato a circolare normalmente, dimostrando così la resistenza del contante in situazioni di emergenza.
L’esperto di sicurezza informatica, Juan Carlos Galindo, sottolinea che oggi solo una piccola parte dei fondi bancari è rappresentata da denaro contante, con le banche che detengono una riserva che varia tra il 10% e il 20%. In caso di una crisi improvvisa, come una guerra o un colpo di stato, le persone potrebbero cercare di prelevare ingenti somme di denaro, ma le banche potrebbero non essere in grado di soddisfare tutte le richieste, con conseguenti restrizioni sui prelievi.

Pratiche da seguire per una gestione sicura dei contanti (www.odcec.vicenza.it)
Mantenere una piccola riserva di denaro contante a casa non solo aiuta a far fronte a emergenze immediate, ma consente anche di tamponare l’impatto economico causato da un aumento dei prezzi dei beni essenziali e dei carburanti, tipico di periodi di conflitto. La BCE consiglia di seguire alcune semplici linee guida:
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Risparmiare tra i 70 e i 100 euro per persona: adatta la cifra in base al numero dei componenti della famiglia.
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Conservare il denaro in un luogo sicuro: scegli un posto facilmente accessibile ma al sicuro da furti o danni.
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Non sostituire il denaro in banca: il contante non deve essere un sostituto del sistema bancario, ma un complemento preventivo in caso di emergenza.
In un periodo di incertezze globali, disporre di una riserva di liquidità ben gestita permette di affrontare le sfide impreviste con maggiore tranquillità, senza compromettere la fiducia nel sistema bancario e nella moneta digitale.








