Lavoro

Quanto guadagna un rider di Glovo in Italia? La cifra che non ti aspetti

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Quanto guadagna un rider di Glovo (www.odcec.vicenza.it)

Quanto guadagna effettivamente un rider di Glovo in Italia? Forse non sai quale sia la cifra effettivamente sostenuta.

La cifra circola spesso, ma va letta con attenzione. Un rider in Italia porta a casa in media circa 850 euro netti al mese, ma è un dato che cambia molto in base alle ore lavorate e al numero di consegne. Non esiste una soglia stabile. Si può scendere a 450 euro o salire fino a 1.700 euro, ma sono casi legati a condizioni specifiche. 

Quanto resta davvero in tasca 

Il dato più citato è quello lordo. Le piattaforme parlano di 8-13 euro lordi all’ora, nel caso di Glovo. Ma il punto è cosa resta dopo. I costi sono diretti e continui. Benzina o ricarica, manutenzione del mezzo, ricambi. A questo si aggiungono i contributi previdenziali. 

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I guadagni effettivi di un rider di Glovo in Italia (www.odcec.vicenza.it – X FscAragon)

Un rider che lavora come autonomo deve versare circa il 25,72% all’Inps. Questo incide in modo evidente sul totale. Il risultato è che il guadagno reale si riduce. In molti casi si attesta tra 5 e 6 euro netti all’ora. 

Per arrivare a una cifra mensile intorno agli 850 euro, serve un impegno costante. Parliamo di 35-40 ore settimanali, spesso distribuite nei momenti di maggiore richiesta. Se le consegne diminuiscono, il reddito scende rapidamente. 

Il modello Glovo e le differenze con le altre piattaforme 

Glovo utilizza un sistema a consegna. Ogni ordine prevede una parte fissa e una variabile legata alla distanza. Non esiste una paga oraria garantita. Se non arrivano ordini, non ci sono compensi. 

Questo distingue Glovo da altre piattaforme. Just Eat, per esempio, utilizza contratti di lavoro subordinato. Il rider ha una paga oraria, ferie, malattia e una struttura più stabile. Anche in assenza di ordini, il turno viene retribuito. 

Deliveroo si colloca a metà. Il sistema è misto, con una base per consegna e integrazioni legate alle condizioni di lavoro. Anche qui il guadagno varia molto, ma resta legato alla quantità di ordini. 

Nel caso di Glovo, tutto dipende dal flusso. Zone con alta domanda e orari di punta permettono di aumentare il guadagno. In altri momenti, il tempo lavorato non si traduce in entrate. 

Il tema delle tutele 

Il quadro non riguarda solo il guadagno. La questione delle condizioni di lavoro resta aperta. La Procura di Milano ha avviato un intervento pesante nei confronti di Foodinho, società collegata a Glovo, ipotizzando situazioni di sfruttamento. 

Il provvedimento ha imposto la regolarizzazione di circa 40.000 lavoratori. Un passaggio che mette in evidenza un problema strutturale: il modello basato sulla flessibilità totale non sempre garantisce tutele adeguate. 

Esiste un contratto nazionale rider, ma è scaduto a settembre 2024 e non è stato ancora rinnovato. Nel frattempo, il settore continua a operare con regole parziali e interpretazioni diverse. 

Bonus e dinamiche reali 

Nel 2025 Glovo ha introdotto un cosiddetto “bonus estate”. Un incremento legato alle temperature. Il risultato concreto era limitato: su una consegna da 5 euro, il massimo era circa 40 centesimi in più. 

Il bonus è stato ritirato rapidamente. La reazione è stata immediata, segno di una distanza tra le comunicazioni ufficiali e la percezione di chi lavora sulla strada. 

Cosa significa davvero lavorare come rider 

Il lavoro non è uniforme. Dipende dalla città, dal mezzo utilizzato, dal periodo dell’anno. Le condizioni climatiche incidono. Pioggia, caldo, traffico. Tutti elementi che modificano il numero di consegne e il tempo necessario. 

Il dato economico, da solo, non basta a descrivere il quadro. Il guadagno è variabile, i costi sono costanti. E tra questi due elementi si gioca l’equilibrio. 

Resta una struttura che continua a evolversi. Tra interventi della giustizia, contratti in attesa di rinnovo e modelli diversi tra le piattaforme. Il risultato è un sistema ancora in definizione, dove la cifra finale non è mai davvero la stessa da un mese all’altro. 

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