Economia

Turismo del gusto, il Veneto domina: cibo e vino valgono quasi 5 miliardi e trainano i viaggi in Italia

Tavola con prodotti tipici veneti e vino Prosecco tra vigneti, simbolo del turismo enogastronomico in Veneto
Il Veneto guida il turismo enogastronomico in Italia grazie a vino, prodotti DOP e paesaggi unici - odcec.vicenza.it

Il cibo non è più solo un elemento del viaggio, ma spesso la sua vera ragione. E in questo scenario il Veneto si prende la scena, guidando il turismo enogastronomico italiano con numeri che raccontano un modello ormai consolidato.

Il II Rapporto sul Turismo DOP 2026 di Fondazione Qualivita e Ismea mette nero su bianco una tendenza chiara, sempre più turisti scelgono l’Italia per vivere esperienze legate a cibo, vino e territorio.

Il Veneto trasforma il cibo in esperienza

Con un valore della DOP economy vicino ai 5 miliardi di euro, il Veneto si posiziona al primo posto a livello nazionale, costruendo un sistema dove produzione, accoglienza e narrazione del territorio si intrecciano in modo efficace.

Non si tratta solo di prodotti, ma di un ecosistema articolato che comprende 72 prodotti certificati IG, 121 attività legate al turismo DOP e il coinvolgimento diretto di consorzi e produttori che rendono l’offerta ampia e riconoscibile.

Il passaggio chiave è quello dalla materia prima all’esperienza. Eventi, degustazioni e percorsi tematici trasformano prodotti come il Prosecco DOP, il Radicchio Rosso di Treviso IGP o il Monte Veronese DOP in veri attrattori turistici, capaci di raccontare il territorio senza bisogno di mediazioni.

Numeri che spiegano il successo

Il Veneto registra oltre 73 milioni di presenze turistiche, con una forte componente internazionale che supera i 51 milioni. Un dato che conferma come il legame tra turismo e gastronomia abbia ormai una dimensione globale.

A livello nazionale, il quadro è altrettanto chiaro. Il 70% dei turisti stranieri considera il cibo una motivazione centrale del viaggio, mentre quasi la metà associa direttamente vino e gastronomia all’identità italiana.

Questo si traduce anche in termini economici, con una spesa turistica internazionale che ha raggiunto i 46,4 miliardi di euro, segnando una crescita costante e confermando il settore come uno dei più dinamici.

Un modello che parte dal territorio

Alla base del primato veneto c’è una struttura agricola diffusa, con 36.700 aziende e oltre 1.600 agriturismi, molti dei quali direttamente collegati a produzioni DOP e IGP.

Accanto a questo, una rete consolidata di strade del vino e dei sapori, eventi locali e patrimoni culturali, tra cui quattro siti UNESCO, crea un contesto dove il turismo non si limita alla visita ma diventa esperienza immersiva.

È in questo equilibrio tra produzione, paesaggio e accoglienza che il Veneto costruisce il proprio vantaggio competitivo, riuscendo a parlare sia al turismo di massa sia a quello più esperienziale.

Le altre regioni e un fenomeno in crescita

Se il Veneto guida, altre regioni confermano la forza del turismo DOP come leva di sviluppo. La Toscana mantiene una posizione solida grazie al mix tra paesaggio e vino, mentre l’Emilia-Romagna si distingue per una filiera agroalimentare tra le più strutturate in Europa.

La Lombardia dimostra come grandi flussi turistici possano convivere con la valorizzazione delle produzioni locali, mentre il Piemonte si posiziona su un’offerta più selettiva e orientata alla qualità.

Fuori dalla top five, regioni come Campania, Sicilia e Trentino-Alto Adige continuano a crescere, con modelli diversi ma sempre più centrati sul legame tra territorio e identità gastronomica.

Il quadro che emerge è quello di un’Italia che non vende solo destinazioni, ma esperienze legate al gusto, dove ogni prodotto diventa un punto di accesso al territorio e alla sua storia.

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