Economia

Carburanti, taglio accise fino al 22 maggio 2026: prezzi diesel e benzina in calo, ecco quanto si risparmia

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Tagliate le accise di diesel e benzina - Odcec.vicenza.it

Il governo Meloni ha deciso di prorogare il taglio sulle accise fino al 22 maggio 2026, ma il decreto conserva alcuni punti critichi: l’analisi

Il governo Meloni ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti pensato per frenare il caro energia, ma l’annuncio fatto il 30 aprile a Palazzo Chigi, con scadenza al 22 maggio, nei fatti si ferma a metà.

Il decreto legge già pubblicato copre infatti solo fino al 10 maggio, per arrivare ai giorni successivi servirà un secondo provvedimento e nuove coperture.

La differenza, venuta fuori dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha acceso insieme un caso politico e tecnico. Sullo sfondo resta la corsa dei prezzi, soprattutto quella del diesel, salito più della benzina nelle settimane segnate dalle tensioni in Medio Oriente.

Il decreto c’è, ma per ora il taglio arriva solo fino al 10 maggio

Nel testo approvato dal Consiglio dei ministri e firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la proroga del taglio accise vale fino al 10 maggio e stanzia 146,5 milioni di euro.

Eppure la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i cronisti dopo il Cdm, aveva indicato un periodo più lungo: tre settimane, dal 2 maggio al 22 maggio. L’esecutivo ha scelto di modulare lo sconto in modo diverso: 20 centesimi al litro sul gasolio e 5 centesimi sulla benzina.

Una correzione che, ha spiegato la premier, segue l’andamento dei listini: la benzina era aumentata del 6%, il diesel del 24%. Alla pompa, contando anche l’effetto sull’Iva, il beneficio sul diesel arriva a 24,4 centesimi al litro.

Per gli automobilisti il taglio si vede già, anche se non ovunque allo stesso modo. I prezzi medi diffusi dal Mimit indicano una benzina self service a 1,890 euro al litro e un gasolio self service a 2,047 euro, contro 1,746 euro e 2,052 euro registrati il 30 aprile.

Per arrivare al 22 maggio serve un secondo passaggio

Il nodo è tutto nelle coperture finanziarie. Per estendere il taglio delle accise dall’11 al 22 maggio, secondo quanto filtrato dai ministeri coinvolti e da Palazzo Chigi, servirà un decreto ministeriale nei prossimi giorni. Prima ancora che politico, il problema è contabile: una parte dei fondi era già disponibile, un’altra dipende dalla quantificazione dell’extragettito Iva legato proprio al rincaro dei carburanti.

Carburanti accise

La situazione sul taglio accise fino al 22 maggio – Odcec.vicenza.it

Fonti di governo avevano parlato anche della possibilità di usare i proventi delle sanzioni Antitrust, ma la quota davvero disponibile non era stata definita in tempo utile. Da qui la scelta di procedere in due tempi: prima un decreto legge con risorse certe, poi un altro intervento.

Dopo le richieste di chiarimento del Codacons, i ministeri di Economia, Imprese e Sicurezza energetica hanno ribadito che l’obiettivo resta quello annunciato dalla premier, cioè arrivare davvero al 22 maggio. Il periodo scoperto, hanno assicurato, sarà coperto “a ridosso della prima scadenza”.

Alla pompa il diesel regge, la benzina sale: cosa può succedere adesso

Per chi fa rifornimento, il quadro resta un po’ disomogeneo. Il diesel, grazie a uno sconto più consistente, è rimasto quasi fermo rispetto ai giorni precedenti. La benzina, invece, ha già iniziato a risalire, in linea con il taglio più leggero. Sulla rete autostradale, dove i listini sono da sempre più alti, il prezzo medio self indicato dal Mimit è di 1,956 euro al litro per la benzina e 2,117 euro per il gasolio.

Adesso il punto vero è uno: la durata. Se il nuovo decreto ministeriale arriverà nei tempi annunciati, lo sconto andrà avanti senza stop fino al 22 maggio.

Se invece dovesse slittare, anche di pochi giorni, il rischio è un nuovo ritocco dei prezzi alla pompa. È questo il passaggio che interessa a famiglie, autotrasportatori e imprese, più dei tecnicismi normativi. Per ora il governo difende la sua linea e assicura che la proroga ci sarà.

Ma questo doppio passaggio, nato tra annunci politici e conti ancora da chiudere, mostra quanto il dossier carburanti resti appeso a un equilibrio fragile tra emergenza prezzi e margini di bilancio.

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