È un classico intramontabile: la tavola è imbandita, l’arrosto profuma in cucina e gli ospiti stanno per suonare il campanello quando ci si accorge che manca proprio quel pacco di sale o la confezione di panna dimenticata sul bancone.
Durante le festività di Pasqua e Pasquetta, però, rimediare all’oblio non è un’impresa scontata. Quella che dovrebbe essere una rapida commissione può trasformarsi in un’odissea urbana tra saracinesche abbassate e cartelli di “chiuso per festività”.
Mentre la domenica di Pasqua vede il fronte della grande distribuzione quasi compatto nel celebrare il riposo, il Lunedì dell’Angelo apre spiragli interessanti, seppur a macchia di leopardo e con orari decisamente “soft”.
Il dilemma della spesa: chi riposa e chi alza la serranda
Se per la domenica di Pasqua il diktat della maggior parte delle insegne è il relax totale, la situazione muta radicalmente per Pasquetta. Grandi colossi come Esselunga, Aldi e Lidl scelgono generalmente di tenere i motori spenti nel giorno della Resurrezione, pronti però a ripartire lunedì con orari festivi (solitamente la classica fascia 8:00-20:00).
Stessa filosofia per Bennet, Pam Panorama e MD, che dopo il break domenicale tornano operativi per salvare i barbecue dell’ultimo minuto.
Discorso più fluido per realtà come Carrefour e Conad. Qui la capillarità sul territorio gioca un ruolo chiave: se i grandi ipermercati tendono a riposare, i piccoli punti vendita di quartiere (come i Carrefour Express) potrebbero rappresentare l’ultima spiaggia per chi cerca un’apertura d’emergenza, specialmente nelle grandi città o nelle zone a vocazione turistica.
Anche la galassia Coop e Ipercoop si muove con prudenza, affidando alle singole gestioni territoriali la scelta di accogliere o meno i clienti durante il weekend lungo.
Autonomia e flessibilità: i casi particolari da tenere d’occhio
La Crai, grazie a una struttura decentralizzata lascia ampia manovra ai singoli esercenti: non è raro, quindi, imbattersi in piccoli supermercati di paese aperti persino la mattina di Pasqua. Situazione simile per Despar, Il Gigante e Iper, dove la parola d’ordine è “verificare localmente”. In questi casi, il negozio sotto casa potrebbe sorprendervi con un’apertura straordinaria proprio mentre il centro commerciale a pochi chilometri resta deserto.
Per chi si affida a catene come Unes o Famila, il consiglio è di puntare tutto sulla giornata di lunedì, quando le riaperture sono quasi garantite, seppur con turni ridotti che spesso privilegiano la fascia mattutina e il primo pomeriggio.








