Lavoro

Lavoro e pmi, l’intesa tra Consulenti del lavoro e Confapi spinge legalità e competitività

Stretta di mano tra due professionisti durante la firma di un accordo in sala conferenze, con documenti e microfoni sul
Stretta di mano al tavolo dei relatori durante la firma di un protocollo, simbolo di collaborazione tra imprese e consulenti del lavoro.

A Cosenza, oggi, durante il primo Forum Mezzogiorno, Confapi e Fondazione studi consulenti del lavoro hanno firmato un protocollo d’intesa biennale per rafforzare legalità nel mercato del lavoro e sviluppo delle piccole e medie imprese italiane, con l’obiettivo di rendere più corretta l’applicazione delle regole, più diffusa la prevenzione e, in fondo, più stabile il rapporto tra imprese e lavoratori.

Protocollo Confapi-Fondazione studi, cosa prevede l’intesa

Il cuore dell’accordo sta in una collaborazione strutturata tra l’associazione delle pmi industriali e la Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Il protocollo, della durata di due anni, punta a promuovere la corretta applicazione della normativa lavoristica, a favorire percorsi comuni di formazione e aggiornamento e a sostenere, con strumenti concreti, il sistema produttivo delle imprese più piccole, che spesso restano esposte a errori, contenziosi e zone grigie nella gestione del personale. Dentro l’intesa c’è anche la valorizzazione dell’Asse.Co., l’Asseverazione di Conformità dei rapporti di lavoro, un meccanismo volontario che certifica il rispetto delle regole e premia le aziende considerate virtuose. Non solo carte, quindi. Anche prassi, confronto tecnico, presenza sui territori.

L’accordo prevede inoltre il coinvolgimento diretto degli esperti della Fondazione studi nelle attività di aggiornamento della contrattazione collettiva di riferimento e nei momenti di analisi sui temi delle relazioni industriali. Un passaggio che, letto dentro il contesto attuale, assume un peso preciso: per molte aziende, specie nel Mezzogiorno, orientarsi tra norme, rinnovi contrattuali, adempimenti e welfare non è semplice. Eppure è proprio lì che si gioca una parte della competitività.

Asse.Co., seminari ed eventi per diffondere la cultura della legalità

La sinergia, spiegano i promotori, si svilupperà anche attraverso seminari, eventi territoriali e manifestazioni nazionali, pensati per diffondere la cultura della prevenzione, della sicurezza e della corretta gestione dei rapporti di lavoro. È un’impostazione che guarda al medio periodo: non un intervento spot, ma una rete di appuntamenti, incontri e momenti divulgativi destinati a coinvolgere imprese, consulenti e rappresentanze. Solo allora, sostengono i firmatari, la legalità smette di essere un principio astratto e diventa un fattore organizzativo quotidiano.

In questo schema l’Asse.Co. viene presentata come uno degli strumenti più utili. Non è obbligatoria, e proprio per questo viene letta come una scelta di responsabilità da parte dell’impresa. Serve a verificare la conformità dei rapporti di lavoro, ma anche a costruire reputazione, soprattutto nei rapporti con clienti, filiere e istituzioni. In un mercato dove il tema della regolarità pesa sempre di più, la certificazione volontaria può fare la differenza, o almeno provarci.

Le parole di Rosario De Luca: “Qualità del lavoro e trasparenza”

“Con questo protocollo consolidiamo una collaborazione che mette al centro la qualità del lavoro, la legalità e la crescita delle imprese”, ha commentato Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi consulenti del lavoro e del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro. De Luca ha spiegato che i consulenti del lavoro rappresentano “un presidio fondamentale” per accompagnare le aziende verso modelli organizzativi più trasparenti, competitivi e conformi alle regole. Una definizione che, detta in una sala gremita del forum cosentino, chiarisce bene il ruolo che la categoria intende ritagliarsi: non soltanto gestione amministrativa, ma supporto strategico alle imprese.

Il presidente ha aggiunto che la collaborazione con Confapi consentirà di diffondere buone pratiche e strumenti concreti a sostegno del tessuto produttivo italiano. Il punto, nelle sue parole, è trasformare la conoscenza tecnica in accompagnamento reale, specie per quelle aziende che non hanno strutture interne complesse. Un passaggio quasi scontato sulla carta, meno nella realtà. Perché la qualità del lavoro, ha lasciato intendere, passa anche dalla capacità di prevenire errori e irregolarità prima che diventino problemi.

Confapi: competitività delle pmi legata a lavoro regolare e competenze

Sulla stessa linea Cristian Camisa, presidente di Confapi, che ha definito l’intesa una “collaborazione strategica” con la Fondazione studi e con lo stesso Rosario De Luca. “Condividiamo la convinzione che la competitività delle pmi industriali passi anche attraverso la piena valorizzazione della legalità, della qualità del lavoro e delle competenze professionali”, ha dichiarato. Camisa ha poi sottolineato il ruolo dei consulenti del lavoro come partner essenziali nell’applicazione della normativa, nella diffusione di strumenti come l’Asse.Co. e nel rafforzamento della bilateralità e del welfare contrattuale.

Per Confapi, l’accordo conferma l’impegno a promuovere un sistema produttivo più solido, responsabile e orientato allo sviluppo. Il messaggio politico, se così si può chiamare, è piuttosto chiaro: la collaborazione tra rappresentanze datoriali e professioni viene considerata un valore aggiunto per la crescita del Paese. In controluce c’è il tema del Mezzogiorno, scelto non a caso come sede del primo forum. Da lì, da un territorio dove lavoro regolare, sicurezza e competitività si incrociano ogni giorno, parte un’intesa che punta a fare scuola anche altrove.

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