Nel 2025 in Italia i pagamenti digitali hanno toccato il nuovo record di 518 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto al 2024, secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano: il dato, presentato a Milano e basato anche su un’indagine con Ipsos Doxa su 1.800 consumatori, conferma che la spinta arriva soprattutto da contactless, smartphone, wearable e, più in generale, da abitudini di spesa che stanno cambiando in fretta. Dopo il sorpasso sul contante registrato un anno fa, oggi il 45% dei consumi passa da strumenti elettronici, mentre banconote e monete si fermano al 38%; il resto, il 17%, è coperto da bonifici e addebiti diretti in conto corrente.
Pagamenti digitali, il sorpasso sul contante si consolida
La fotografia scattata dal Politecnico di Milano racconta un mercato che continua a espandersi anche in un contesto segnato da instabilità geopolitica, tensioni commerciali e competizione fra operatori tecnologici. Le carte, fisiche o dematerializzate, restano lo strumento più usato, eppure il dato che pesa di più è un altro: il contante arretra ancora, lentamente ma senza inversioni visibili. In negozio, al bar, in farmacia, nei piccoli acquisti di tutti i giorni, il gesto si è accorciato; si avvicina il telefono al Pos e si passa oltre.
Secondo l’Osservatorio, il portafoglio fisico si sta svuotando. Il 33% degli italiani dichiara di portare con sé poco contante, spesso “per sicurezza”, non per abitudine reale. È un cambiamento pratico prima ancora che culturale, fatto di micro-scene quotidiane: il parcheggio pagato con il cellulare, il caffè saldato con l’orologio, il trasferimento di denaro tra amici che non passa più dalla banconota stropicciata lasciata sul tavolo.
Contactless e smartphone guidano la crescita nei negozi
La componente più dinamica resta quella dei pagamenti contactless, che nel 2025 hanno raggiunto 323 miliardi di euro, con una crescita dell’11% sull’anno precedente. È la modalità prevalente nei punti vendita e ormai comprende in modo stabile non solo la carta avvicinata al terminale, ma anche i pagamenti tramite smartphone e dispositivi indossabili, spinti dalla tecnologia NFC.
Il punto, spiegano i ricercatori, è che la carta fisica non sparisce ma non è più l’oggetto centrale del pagamento. Al suo posto avanzano strumenti che gli italiani hanno già in mano o al polso. L’Osservatorio stima che 14 milioni di persone abbiano pagato almeno una volta con smartphone o wearable nell’ultimo anno; nel 2024 erano 10 milioni. Il salto, in dodici mesi, è netto. E racconta bene la direzione del mercato: meno supporto materiale, più integrazione dentro la vita quotidiana, quasi senza pensarci.
Bonifici istantanei e BNPL, le altre abitudini che avanzano
Accanto alle carte cresce anche l’uso del bonifico istantaneo, sostenuto pure dalla cornice normativa europea. Secondo l’indagine, il 69% degli italiani lo ha utilizzato almeno una volta e il 70% lo preferisce a quello tradizionale, soprattutto nei trasferimenti tra privati. Qui il vantaggio percepito è semplice, e chi risponde all’indagine lo dice in modo diretto: arriva subito, si vede subito, evita telefonate e promemoria. Solo allora ci si accorge di quanto il vecchio bonifico, con i suoi tempi, appaia già più lontano.
Sul fronte dei servizi più recenti continua poi a farsi spazio il Buy Now Pay Later, il cosiddetto BNPL. La quota di italiani che lo conoscono e lo utilizzano passa dal 14% del 2023 al 17% del 2025. Non è ancora uno strumento di massa, ma si sta allargando, specie negli acquisti online e nelle spese di importo medio. Nello stesso perimetro dei pagamenti innovativi, il transato complessivo raggiunge 84,9 miliardi di euro, con un balzo del 45% sul 2024: vale ormai il 16% del totale dei pagamenti digitali.
Criptovalute, stablecoin e AI agent: il cantiere dei prossimi anni
L’Osservatorio segnala inoltre l’attenzione crescente verso stablecoin, Digital Euro e automazione dei pagamenti, anche se su questi fronti il mercato resta in una fase di costruzione. Le criptovalute sono possedute da circa 2,8 milioni di italiani, in prevalenza come asset di investimento più che come mezzo di pagamento corrente. Il loro peso nelle transazioni di tutti i giorni, almeno per ora, resta limitato.
Il dato che colpisce di più riguarda però l’Intelligenza Artificiale applicata ai pagamenti. Un italiano su sei si dice disposto ad affidare l’operazione a un AI agent, cioè a un assistente capace di eseguire il pagamento in autonomia entro parametri definiti dall’utente. È un terreno ancora iniziale, con nodi aperti su fiducia, sicurezza e responsabilità. Ma il segnale c’è. E dentro questa disponibilità, appena abbozzata ma già visibile, si intravede il prossimo passaggio: non solo pagare senza contanti, non solo pagare senza carta, ma delegare il pagamento a un sistema che decide in pochi secondi. Un cambio di passo che, per ora, si misura nei sondaggi. Domani, forse, alla cassa.








