Nel 2025 fiscale, sulle dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2024, gli italiani hanno indicato al Dipartimento delle Finanze quasi 1.100 miliardi di euro di redditi complessivi: per la precisione 1.076,3 miliardi. Ma il dato che salta agli occhi è un altro: oltre 11,3 milioni di contribuenti alla fine non hanno versato nulla di Irpef netta. È la fotografia che emerge dai dati pubblicati il 23 aprile: i redditi dichiarati crescono del 4,7%, l’imposta netta arriva a 197,4 miliardi e il reddito medio dichiarato sale a 25.820 euro (+4%), mentre il Pil nominale è aumentato del 2,8% e l’inflazione nel 2024 si è fermata all’1%.
Dichiarazioni in aumento, ma milioni di italiani restano a zero Irpef
Sono più di 42,8 milioni i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione, con il modello 730, con Redditi persone fisiche oppure in modo indiretto tramite Certificazione unica. Rispetto all’anno prima l’aumento è dello 0,6%. A fare la parte del leone resta il 730, scelto da 25,2 milioni di persone, circa 752mila in più in dodici mesi. I modelli Redditi Pf sono stati 8,4 milioni, mentre per altri 9,2 milioni i dati sono arrivati dai sostituti d’imposta. Il nodo, però, è nel prelievo: dei 34,1 milioni di contribuenti con un’imposta netta dichiarata, ben 8,7 milioni risultano a zero, tra esenzioni, detrazioni e redditi tassati con imposta sostitutiva. E se si aggiungono anche quelli la cui imposta viene del tutto assorbita da trattamento integrativo e bonus tredicesima, il totale di chi non paga Irpef supera quota 11,3 milioni.
Il ceto medio regge il grosso del conto dell’Irpef
La distribuzione dell’Irpef netta conferma un quadro molto sbilanciato. I contribuenti con redditi fino a 35mila euro rappresentano il 76,6% di chi paga un’imposta diversa da zero, ma coprono solo il 34,9% del totale. Tutto il resto, cioè il 65,1%, arriva da chi supera quella soglia e vale appena il 23,4% dei contribuenti. In mezzo c’è la fascia chiave, quella del ceto medio tra 35mila e 70mila euro, che da sola versa il 32,1% dell’imposta complessiva. Più si sale, più la platea si restringe: chi dichiara oltre 300mila euro è appena lo 0,2% del totale, ma pesa per il 6,6% dell’Irpef netta, in calo rispetto al 7,1% dell’anno precedente. Restano poi forti i divari sul territorio: la Lombardia è in testa per reddito medio dichiarato con 30.200 euro, seguita dal Trentino-Alto Adige con 28.553 euro. In fondo alla classifica c’è la Calabria, ferma a 19.020 euro.
Dipendenti e pensionati restano il motore del gettito
Il grosso dei redditi dichiarati continua ad arrivare da lavoratori dipendenti e pensionati, che insieme coprono l’84,6% del reddito complessivo. Il solo lavoro dipendente pesa per il 54,4%, con un reddito medio di 24.250 euro; quello dei pensionati si ferma a 22.390 euro. Il reddito medio più alto resta quello da lavoro autonomo, pari a 67.510 euro, mentre gli imprenditori individuali dichiarano in media 28.550 euro. Qui però il quadro cambia: rispetto all’anno precedente crescono i redditi medi da lavoro dipendente (+4,1%) e da pensione (+5,3%), mentre calano quelli legati all’attività economica, dal lavoro autonomo (-4,1%) alla contabilità ordinaria (-4,5%). Sullo sfondo ci sono poi le addizionali Irpef. Quella regionale vale 16,2 miliardi (+6,2%), con una media che va dai 300 euro della Sardegna ai 790 del Lazio. Quella comunale arriva a 6,6 miliardi (+6,4%), da 140 euro nella provincia autonoma di Bolzano fino a 280 euro in Lazio e Liguria. Un peso che, per molti contribuenti, si fa sentire.








