Arriva OpenRI, il nuovo servizio online con cui l’INPS consente di chiedere la rateazione delle somme percepite indebitamente, dalle pensioni alla NASpI. Una novità concreta per chi si trova a dover restituire importi spesso tutt’altro che leggeri e che finora si è dovuto muovere tra procedure meno immediate.
Il cambiamento è stato formalizzato con il messaggio INPS n. 1337 del 2026 e rientra nel percorso di digitalizzazione della pubblica amministrazione, legato anche al PNRR. Per i cittadini, però, il punto vero è un altro: poter controllare il debito, simulare un piano di rientro e inviare la domanda senza dover passare subito dagli sportelli.
Per chi riceve una comunicazione di indebito, è proprio questo il nodo. Sapere con esattezza quanto deve restituire, in quanto tempo può farlo e quali possibilità ha fa la differenza, soprattutto quando in ballo ci sono prestazioni previdenziali o sostegni al reddito e quindi l’equilibrio del bilancio familiare.
OpenRI, così cambia la richiesta di rateazione all’INPS
OpenRI si può usare dall’area riservata del portale INPS, con le stesse credenziali digitali già previste per gli altri servizi: SPID, CIE, CNS o eIDAS. Una volta effettuato l’accesso, l’utente può consultare la propria posizione debitoria e vedere l’importo richiesto dall’Istituto.
Il passaggio più utile, nella pratica, è la possibilità di fare simulazioni. Il sistema permette di verificare diverse ipotesi di rateazione prima di presentare la domanda. In sostanza, il cittadino non si limita a prendere atto della richiesta di restituzione, ma può capire in anticipo quale piano sia davvero più sostenibile rispetto alle proprie entrate.
Fatta questa verifica, la procedura consente di inviare direttamente online l’istanza di dilazione. Nei casi ordinari, quindi, tutto si chiude sul portale. Restano fuori, invece, le situazioni più complesse o particolari, per le quali continua a essere necessario rivolgersi alle sedi territoriali dell’INPS.
Rate INPS, ecco quante se ne possono chiedere
Il numero massimo di rate non è uguale per tutti. Dipende dalla natura dell’indebito. Ed è questo il punto da chiarire subito, perché da qui si capisce quali sono i margini reali per rientrare dal debito.
La disciplina richiamata dall’INPS distingue tre categorie. Gli indebiti cosiddetti propri, cioè quelli legati per esempio a errori di calcolo o ad accertamenti successivi sui redditi, possono essere rateizzati fino a 72 rate. È l’ipotesi più favorevole, quella che concede il tempo più lungo.
Per gli indebiti civili, che derivano da fatti sopravvenuti o esterni che incidono sul diritto alla prestazione, il limite scende a 36 rate. Più ristretto ancora il terzo caso, quello degli indebiti di condotta, collegati a omissioni o comunicazioni incomplete da parte del beneficiario: qui il piano può arrivare fino a 24 rate.
Non è una distinzione solo formale. Cambia in modo diretto la sostenibilità del rimborso. Per questo conviene leggere con attenzione la comunicazione ricevuta oppure controllare sul portale quale classificazione è stata assegnata al debito.
Per pensionati e percettori di sussidi è una svolta soprattutto sulla trasparenza
Quando l’INPS chiede indietro somme non dovute, l’impatto può essere pesante. Succede soprattutto a pensionati, percettori di NASpI, DIS-COLL o altre prestazioni assistenziali, cioè a categorie che spesso vivono con entrate fisse o già ridotte. Avere uno strumento digitale chiaro non risolve il problema alla radice, ma rende il percorso meno oscuro.
Il vantaggio più concreto sta nella trasparenza. Vedere subito l’importo, conoscere i limiti della dilazione e poter inviare la richiesta senza passaggi intermedi riduce il rischio di errori e accorcia i tempi. Anche per l’INPS è un modo per rendere più uniformi procedure che in passato potevano risultare frammentate.
Resta però un punto fermo: la digitalizzazione non cambia le regole. OpenRI semplifica l’accesso alla rateazione, ma non aumenta automaticamente il numero delle rate e non modifica i criteri con cui l’Istituto valuta il debito. Ecco perché, oltre alla comodità del servizio, conta ancora capire bene da dove nasce la richiesta di restituzione e quale margine di manovra esiste davvero.
Per molti utenti sarà soprattutto uno strumento utile per affrontare una comunicazione delicata con meno incertezza e con qualche informazione in più.








