Risparmio

Auto usate, boom di interesse: un acquirente su tre le sceglie così

Coppia con cartellina di documenti osserva un meccanico che controlla un’auto usata con cofano aperto
Un controllo con meccanico e documenti alla mano prima di acquistare un’auto usata in concessionaria.

Nel mercato delle auto usate in Italia, dove una vettura su tre viene scelta di seconda mano soprattutto per ragioni di prezzo e convenienza, il 2026 si è aperto con un calo delle compravendite ma con volumi ancora molto alti: a gennaio, secondo i dati Unrae, i trasferimenti di proprietà sono stati 438.975, il 6,7% in meno rispetto allo stesso mese del 2025, mentre sullo sfondo resta una domanda che continua a reggere perché, per molte famiglie, il nuovo è diventato difficile da sostenere. Il punto, e non è secondario, è che comprare un’auto usata può far risparmiare parecchio, eppure espone anche a rischi, garanzie ridotte e, in alcuni casi, a vere e proprie truffe.

Un mercato dell’usato ancora centrale per le famiglie

I numeri aiutano a capire la dimensione del fenomeno. Nel corso del 2025 sono state acquistate 1,538 milioni di auto nuove e oltre 3 milioni di auto usate: significa che per ogni vettura immatricolata per la prima volta ne sono state comprate 2,1 di seconda mano, un rapporto in crescita rispetto al 2 registrato nel 2024. È un dato che racconta bene il momento. Il prezzo delle auto nuove, spinto in alto dall’inflazione degli ultimi anni, dai listini più pesanti e dall’ingresso di tecnologie sempre più costose, ha spostato molti acquirenti verso il mercato dell’usato. Non solo giovani o neopatentati, ma anche nuclei familiari che fino a poco tempo fa guardavano al chilometro zero o al nuovo. Solo allora il risparmio diventa la prima variabile, spesso l’unica davvero decisiva.

Garanzie diverse tra concessionario, privato e marketplace

Il nodo più delicato riguarda le tutele legali, che cambiano in modo netto a seconda di chi vende. Se l’acquisto avviene da un operatore commerciale, quindi un rivenditore o un concessionario, si applica il Codice del consumo e il compratore ha diritto alla garanzia legale di due anni, salvo diverse pattuizioni consentite nei limiti previsti dalla legge. In più, per i difetti emersi entro un anno dalla consegna, vale la presunzione introdotta con il recepimento della direttiva Ue del 2022: si presume cioè che il vizio esistesse già al momento dell’acquisto, e l’onere della prova ricade sul venditore. Diverso, invece, il caso delle piattaforme online che funzionano come marketplace. «Oggi ci sono molte piattaforme che di fatto sono dei marketplace, non dei rivenditori», ha spiegato Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano. In questi casi, se il sito mette soltanto in contatto due privati, si applica il Codice civile: niente garanzia di conformità, clausola “visto e piaciuto” valida, e tempi molto più stretti per contestare eventuali difetti. La denuncia dei vizi, infatti, va fatta entro otto giorni dalla scoperta. Benenti lo dice senza giri di parole: può essere utile valutare una polizza integrativa sull’usato, spesso proposta dalle stesse piattaforme.

Documenti, chilometri e stato del veicolo: i controlli da fare

Il prezzo di una macchina usata non dipende soltanto dal normale deprezzamento legato agli anni o ai chilometri. Pesano lo stato della meccanica, dell’elettronica, della carrozzeria, degli pneumatici, la regolarità dei tagliandi e persino dettagli che qualcuno trascura, come la presenza delle seconde chiavi. Prima di firmare, va controllata con attenzione tutta la documentazione: libretto, Documento Unico di Circolazione e di Proprietà, esiti della revisione. Poi c’è il numero di telaio, che deve coincidere in modo preciso con quello riportato sui documenti. E c’è il tema, sempre sensibile, del chilometraggio: se i chilometri dichiarati appaiono troppo bassi rispetto all’usura di volante, sedili, pedaliera o leva del cambio, il sospetto è legittimo. In quel momento conviene fermarsi. O almeno approfondire. Un’auto che sulla carta sembra un affare può nascondere una storia diversa, magari una manutenzione irregolare o un utilizzo intensivo non dichiarato.

Quanto si può risparmiare e come evitare le sorprese

Sul fronte economico il vantaggio esiste, ed è uno dei motori principali del settore. «Il risparmio, in caso di acquisto da privato o attraverso un marketplace, può arrivare anche al 20-30% del prezzo di un’auto nuova», ha aggiunto ancora Benenti. Ma il margine di convenienza, da solo, non basta. Federconsumatori consiglia di farsi accompagnare da un meccanico di fiducia nella valutazione del veicolo, soprattutto se il venditore è un privato e non offre una rete di assistenza strutturata. C’è poi un altro controllo, meno immediato ma utile: attraverso la targa si può verificare se la vettura sia stata coinvolta in incidenti precedenti; con una visura Pra, invece, è possibile accertare l’eventuale presenza di un fermo amministrativo. Sono verifiche semplici, spesso poco costose, eppure decisive. Perché nel mercato delle auto usate, dove si incontrano occasioni vere e offerte troppo allettanti, la differenza la fanno quasi sempre i dettagli: una carta mancante, un passaggio poco chiaro, una risposta vaga del venditore. Piccoli segnali, sì. Ma da prendere sul serio.

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