Lavoro

Responsabilità del professionista contabile: cosa cambia con le ultime ordinanze della Cassazione

Relatore in giacca e cravatta legge documenti durante una conferenza, con panel e microfoni su un tavolo istituzionale
Un incontro istituzionale con relatori e microfoni richiama il tema della responsabilità del professionista contabile e della consulenza fiscale.

Mercoledì 1 luglio, alle 16, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma, si terrà una conferenza dedicata alla responsabilità del professionista contabile e alla responsabilità etica della consulenza fiscale, promossa dall’Osservatorio nazionale sulla fiscalità di Confassociazioni, dal Centro studi dell’Istituto Nazionale Tributaristi e sostenuta dalla Presidenza della Commissione Finanze: l’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è aprire un confronto tecnico e politico su un tema che tocca da vicino commercialisti, tributaristi, intermediari fiscali e, in fondo, anche i contribuenti.

Conferenza a Roma sulla responsabilità del professionista contabile

Il punto di partenza sarà la figura del professionista contabile nella sua attività quotidiana di intermediario fiscale, un ruolo che negli ultimi anni si è fatto più esposto, anche per effetto dell’aumento degli adempimenti e del peso crescente delle verifiche. Al centro dell’incontro, infatti, ci sarà la ricerca di una linea di certezza sulla responsabilità di chi assiste imprese e cittadini davanti al fisco: non solo sotto il profilo tecnico, ma pure sul versante dei limiti, delle tutele e degli obblighi connessi al mandato. In questo quadro si inserisce il contributo della Presidenza della Commissione Finanze, che dà alla conferenza un taglio non soltanto accademico ma anche istituzionale, quasi da tavolo preparatorio. L’idea, in sostanza, è offrire al Legislatore spunti concreti, osservazioni raccolte sul campo e qualche proposta capace di ridurre le aree grigie che oggi restano aperte.

Chi partecipa all’incontro promosso da Confassociazioni e INT

Tra i partecipanti è prevista la presenza di Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze, di Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, e di Riccardo Alemanno, presidente sia dell’Osservatorio sulla fiscalità sia dell’INT. Un parterre che, già da solo, segnala il livello del confronto. Le relazioni saranno affidate a Laura Ambrosi, partner dello Studio Di Tanno e Associati, a Salvatore Cuomo, consigliere nazionale e componente del Centro Studi INT, a Ermanno Bonaria, ceo di Accedis, e ad Antonello Sanna, ceo di SCM SIM. Nomi diversi, profili diversi, eppure legati da uno stesso nodo: capire dove cominci e dove finisca la responsabilità professionale di chi opera come consulente fiscale. Non è un dettaglio. È, semmai, uno dei punti più discussi nelle categorie professionali, specie quando l’intermediario si muove tra adempimenti formali, interpretazioni normative e rapporto fiduciario con il cliente.

Responsabilità etica del consulente fiscale e rapporto con l’assistito

Accanto agli aspetti più strettamente normativi, la conferenza affronterà la responsabilità etica del consulente fiscale, tema meno codificato ma sempre più presente nel dibattito. Il professionista, nel rapporto con l’assistito, non è chiamato soltanto a compilare, trasmettere o verificare documenti: spesso orienta decisioni, segnala rischi, frena scorciatoie. È lì che entra in gioco la parte più delicata del mestiere. Secondo l’impostazione annunciata dagli organizzatori, la consulenza fiscale va letta dentro un rapporto fiduciario che richiede competenza, autonomia di giudizio e una condotta coerente con le regole, anche quando il cliente spinge in un’altra direzione. “Serve chiarezza”, è il ragionamento che circola da tempo negli ambienti professionali, perché l’incertezza può finire per scaricare sul consulente responsabilità non sempre ben delimitate. Solo allora, sostengono molti addetti ai lavori, si può parlare davvero di tutela sia per il professionista sia per il contribuente.

L’obiettivo: indicazioni al legislatore e rete tra professionisti

L’incontro del 1 luglio alla Camera punta dunque a produrre riflessioni utilizzabili sul piano normativo e, allo stesso tempo, a rafforzare una visione della consulenza fondata sulla collaborazione tra competenze diverse. Nella traccia della conferenza compare infatti anche il tema della capacità del professionista intermediario fiscale di fare rete con altre professionalità, passaggio che viene considerato essenziale in un sistema tributario sempre più complesso. Avvocati, esperti contabili, consulenti d’impresa, specialisti finanziari: il messaggio è che il lavoro isolato non basta più. In un contesto nel quale gli errori possono avere conseguenze pesanti, anche reputazionali, la costruzione di percorsi condivisi viene letta come una forma di presidio, oltre che di qualità del servizio. A Roma, mercoledì pomeriggio, il confronto partirà da qui. Con un taglio tecnico, certo, ma con ricadute che potrebbero interessare da vicino l’intero mondo della consulenza fiscale.

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