A Milano, nella sede di Diamond Tower, BNP Paribas e SDA Bocconi School of Management hanno presentato martedì 1 luglio un nuovo modello di Family Office, pensato per aiutare le famiglie italiane a gestire il passaggio generazionale e a superare una storica tendenza a lasciare il patrimonio fermo in forme troppo prudenti. Al tavolo c’erano Luca Bonansea e Stefano Schrievers per la banca, con Stefano Caselli e Alessandro Minichilli per l’ateneo. Il punto, hanno spiegato, è semplice solo in apparenza: l’Italia resta un Paese ricco, ma quella ricchezza — se non viene governata, e prima ancora capita — rischia di disperdersi o di restare immobile.
Ricchezza privata, il paradosso dei capitali fermi
La fotografia illustrata durante l’incontro è netta: la ricchezza complessiva delle famiglie italiane vale circa 12,8 trilioni di euro, mentre la sola ricchezza finanziaria ha raggiunto 6,3 trilioni nel 2025. Eppure quasi il 45% dei capitali investibili resta parcheggiato in strumenti molto cauti, come depositi bancari e polizze assicurative; in valore assoluto, oltre 2 trilioni di euro. È quella che gli operatori definiscono “trappola della liquidità”: denaro disponibile, ma poco impiegato per accompagnare crescita, pianificazione e continuità familiare.
Secondo quanto emerso, il nodo non riguarda soltanto i rendimenti. Riguarda la struttura stessa del risparmio italiano, che da anni privilegia protezione e liquidità immediata, spesso anche per ragioni culturali. Stefano Schrievers ha osservato, in sostanza, che non basta più “custodire” il patrimonio: serve un disegno più ampio, capace di mettere insieme investimenti, immobili, aziende di famiglia e obiettivi di lungo periodo. Solo allora, ha lasciato intendere, la consulenza smette di essere un servizio accessorio e diventa una funzione strategica.
Il passaggio generazionale che vale oltre mille miliardi
Il secondo elemento, forse il più delicato, è demografico. Oggi circa l’80% della ricchezza privata italiana è nelle mani degli over 55, una fascia che nei prossimi anni sarà chiamata a gestire il più ampio trasferimento generazionale mai visto nel Paese. Le stime richiamate da BNP Paribas e SDA Bocconi parlano di oltre 1.000 miliardi di euro di patrimonio totale destinati a cambiare titolarità nel prossimo decennio, di cui 470 miliardi di sola ricchezza finanziaria entro il 2036.
Il problema, hanno spiegato i relatori, è che la preparazione resta debole. Il 60% degli over 65 non coinvolge ancora i figli nelle decisioni di investimento, mentre il 65% non affronta il tema della successione con il proprio consulente. Un dato che pesa anche sul fronte produttivo: il 49% delle prime mille aziende italiane ha una matrice familiare, ma il 63% non dispone di un piano di successione strutturato. In quel momento il tema smette di essere privato, quasi domestico, e diventa economico: perché la tenuta di molte imprese passa proprio dalla qualità del passaggio tra generazioni.
Il progetto Diamond Tower Family Strategy
Da qui nasce “Diamond Tower Family Strategy”, la partnership con cui BNP Paribas e SDA Bocconi provano a spostare il baricentro della consulenza dalla semplice allocazione dei capitali a una lettura integrata della famiglia imprenditoriale. Il patrimonio, è stato ripetuto più volte, va considerato come un “unicum”: non un insieme di prodotti separati, ma una trama in cui convivono denaro liquido, quote societarie, immobili, regole interne e rapporti tra eredi. È un cambio di impostazione netto, perché la domanda non è più soltanto “come investire”, ma anche “con quale obiettivo” e “con quali regole condivise”.
Il modello si fonda su quattro pilastri: Strategia, Governance, Advisory ed Education. Tradotto: si lavora sugli obiettivi di lungo periodo, sulla qualità dei processi decisionali, sull’assistenza specialistica e sulla formazione delle nuove generazioni. Alessandro Minichilli ha richiamato proprio questo aspetto, spiegando che il patrimonio familiare non si trasmette davvero se non si trasmettono anche metodo, linguaggio comune e capacità di confronto. Una frase asciutta, ma il senso era chiaro: senza preparazione, la successione resta un atto notarile; con preparazione, può diventare continuità.
Il Family Strategy Lab e il nodo dell’indipendenza
Per sostenere il progetto è stato creato all’interno di SDA Bocconi il nuovo Family Strategy Lab, definito come un laboratorio permanente di ricerca e analisi sui bisogni delle famiglie con grandi patrimoni. Il compito del Lab sarà quello di sviluppare un modello proprietario capace di arrivare a una “Family Strategy Roadmap”, cioè un piano operativo costruito su misura. Dentro, nelle intenzioni dei promotori, ci saranno indicazioni su strutture decisionali, regole di governance, accordi tra familiari e strumenti per ridurre conflitti o incertezze.
Resta, naturalmente, il tema dell’assenza di conflitti di interesse, sempre sensibile quando un istituto bancario offre servizi che toccano la sfera più ampia del patrimonio. BNP Paribas ha spiegato di aver previsto un team segregato, collocato su un livello di Family Strategy separato dalla distribuzione dei prodotti finanziari. È un punto su cui il mercato guarderà con attenzione. Ma il segnale, al netto delle verifiche che verranno, è già politico oltre che industriale: se una parte così rilevante della ricchezza delle famiglie italiane sta per cambiare mano, allora la partita non si gioca più soltanto sui rendimenti. Si gioca sulla capacità di dare forma, prima che protezione, a quel patrimonio.








