Diritto

Circolare ADE Parte II: sovraindebitamento ed esdebitazione nel Codice della crisi

La Circolare ADE Parte II del 21 ottobre 2026 chiarisce sovraindebitamento e esdebitazione nel Codice della crisi. Guida operativa per professionisti e commercialisti.

Crisi d'impresa e sovraindebitamento: Parte II della circolare ADE sul Codice della crisi e dell'insolvenza

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 21 ottobre 2026 la versione definitiva della Parte II della circolare n. 9/E, dedicata alle novità introdotte dal Decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 — il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il documento affronta in modo sistematico i temi del sovraindebitamento e dell’esdebitazione, fornendo ai professionisti e agli operatori economici una cornice interpretativa attesa da tempo su istituti che incidono direttamente sulla gestione delle crisi dei debitori non fallibili.

Il percorso dalla consultazione pubblica alla versione definitiva

La Parte II della circolare n. 9/E non è nata direttamente nella sua forma definitiva. Il testo era stato messo in consultazione pubblica a partire dal 26 giugno 2026, consentendo a professionisti, ordini e associazioni di categoria di formulare osservazioni sulla bozza. Questo approccio — ormai consolidato nella prassi dell’Agenzia delle Entrate per i documenti di prassi di maggiore impatto — ha permesso di raccogliere contributi tecnici prima della formalizzazione.

La pubblicazione del 21 ottobre 2026 chiude quindi un iter che ha coinvolto attivamente la comunità professionale. Per i commercialisti e i consulenti che avevano seguito la fase di consultazione, la versione definitiva rappresenta il punto di riferimento operativo da adottare nell’assistenza ai clienti che si trovano in situazione di crisi o insolvenza.

Sovraindebitamento ed esdebitazione: le disposizioni di carattere generale

Il nucleo della Parte II riguarda il sovraindebitamento e l’esdebitazione con riguardo alle disposizioni di carattere generale contenute nel Dlgs n. 14/2019. Si tratta di istituti che il Codice della crisi ha profondamente riformato rispetto alla previgente disciplina della legge n. 3/2012, ampliandone la portata applicativa e ridefinendone i presupposti.

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Il sovraindebitamento — inteso come lo stato di crisi o insolvenza del consumatore, del professionista, dell’imprenditore minore, dell’imprenditore agricolo e degli altri soggetti non assoggettabili alle procedure di regolazione della crisi di maggiore dimensione — trova nel Codice una disciplina organica articolata in più strumenti: il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore e la liquidazione controllata.

L’esdebitazione, invece, consente al debitore che abbia rispettato le condizioni previste dalla legge di ottenere la liberazione dai debiti residui all’esito della procedura. Il Codice ha introdotto anche l’esdebitazione del debitore incapiente, istituto che consente una seconda opportunità anche a chi non dispone di attivo da liquidare, subordinatamente a specifici requisiti di meritevolezza e buona fede. Su questi profili la circolare n. 9/E fornisce ora indicazioni interpretative che orientano l’applicazione pratica da parte degli uffici e dei professionisti.

Perché la circolare è rilevante per commercialisti e OCC

Per i commercialisti che operano come gestori della crisi o che assistono soggetti sovraindebitati, la circolare n. 9/E costituisce un riferimento diretto. Le procedure di sovraindebitamento si svolgono con il coinvolgimento degli Organismi di composizione della crisi (OCC), e la corretta qualificazione fiscale degli effetti delle procedure — sia per il debitore sia per i creditori — è spesso oggetto di incertezza applicativa.

La circolare interviene su questo piano, chiarendo il trattamento fiscale degli istituti disciplinati dal Dlgs n. 14/2019. In particolare, la corretta interpretazione delle norme sul sovraindebitamento e sull’esdebitazione rileva ai fini della determinazione delle sopravvenienze attive in capo al debitore, della deducibilità delle perdite su crediti per i creditori e degli obblighi dichiarativi connessi alle procedure.

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Questi aspetti non sono neutri: un’impostazione errata può generare contestazioni in sede di accertamento o, per i creditori, la perdita di deduzioni fiscalmente rilevanti. La prassi dell’Agenzia delle Entrate aiuta a ridurre questa incertezza, ancorché non sostituisca la valutazione caso per caso che il professionista è chiamato a compiere.

Il Codice della crisi come quadro normativo di riferimento

La circolare n. 9/E si inserisce in un lavoro interpretativo più ampio che l’Agenzia delle Entrate sta conducendo sull’intero impianto del Dlgs n. 14/2019. Il Codice della crisi — entrato pienamente in vigore nel luglio 2022 dopo una serie di rinvii e modifiche — ha introdotto una disciplina unitaria che sostituisce il vecchio sistema basato sulla legge fallimentare del 1942 e su normative speciali stratificate nel tempo.

La scelta di articolare la circolare in più parti riflette la complessità del testo normativo. La Parte II, dedicata al sovraindebitamento e all’esdebitazione, si affianca a quanto già trattato nella Parte I, costruendo progressivamente un corpus di prassi che i professionisti possono utilizzare come guida nell’applicazione quotidiana delle norme.

Per i lettori che intendono consultare direttamente il documento, la versione definitiva della circolare n. 9/E del 21 ottobre 2026 è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

La pubblicazione definitiva della Parte II della circolare n. 9/E rappresenta un passaggio concreto verso una maggiore certezza applicativa in materia di sovraindebitamento ed esdebitazione. I professionisti che assistono debitori non fallibili — consumatori, imprenditori minori, professionisti in difficoltà — dispongono ora di un documento di prassi ufficiale su cui fondare le proprie valutazioni fiscali, con la consapevolezza che il dialogo avviato nella fase di consultazione pubblica ha contribuito a plasmarne i contenuti finali.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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