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Concordato Preventivo Biennale 2026-2027: la Circolare 8/E dell’Agenzia delle Entrate chiarisce le nuove regole

La Circolare 8/E dell'Agenzia delle Entrate del 6 ottobre 2026 chiarisce le regole del concordato preventivo biennale 2026-2027, con scadenza adesione al 2 novembre.

Concordato Preventivo Biennale 2026-2027: la Circolare 8/E dell'Agenzia delle Entrate chiarisce le nuove regole

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 6 ottobre 2026 la Circolare n. 8/E, documento di prassi che riordina in forma sistematica la disciplina del concordato preventivo biennale 2026-2027, raccogliendo e sostituendo le precedenti circolari dedicate all’istituto. Il provvedimento arriva in un momento cruciale per contribuenti e professionisti: la scadenza per l’adesione al CPB per il biennio in corso è fissata al 2 novembre 2026, lasciando pochissime settimane per valutare la proposta e formalizzare l’accettazione.

Una circolare che riordina l’intera disciplina dopo il decreto Omnibus

La Circolare n. 8/E non si limita a rispondere a quesiti puntuali: secondo quanto verificato dalla fonte ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, il documento sostituisce le precedenti circolari dedicate al concordato preventivo biennale e raccoglie in un unico testo di riferimento i principali chiarimenti di prassi elaborati fino ad oggi. Si tratta, in sostanza, di un testo consolidato che i professionisti possono utilizzare come punto di partenza unico per orientarsi nell’applicazione dell’istituto.

Il riordino si è reso necessario dopo le modifiche introdotte dal decreto Omnibus, che hanno inciso sulla disciplina originaria del CPB richiedendo un aggiornamento sistematico delle istruzioni operative. La circolare interviene quindi su requisiti, cause di decadenza e rinnovo, tre profili che nella pratica professionale generano il maggior numero di incertezze applicative.

Requisiti, decadenza e rinnovo: i tre assi della circolare

I profili su cui la Circolare n. 8/E fornisce chiarimenti aggiornati riguardano l’intero ciclo di vita del concordato preventivo biennale 2026-2027: dall’accesso iniziale alla gestione del rapporto durante il biennio, fino alle ipotesi in cui il vincolo cessa di produrre effetti.

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Sul fronte dei requisiti di accesso, la circolare consolida le condizioni che il contribuente deve soddisfare per poter aderire alla proposta formulata dall’Amministrazione finanziaria sulla base degli indici sintetici di affidabilità (ISA) o del regime forfetario. La verifica di questi presupposti è il primo passaggio operativo che commercialisti e consulenti devono compiere prima di consigliare l’adesione al cliente.

Quanto alle cause di decadenza, si tratta del profilo di maggiore rilevanza pratica: la perdita degli effetti del concordato espone il contribuente all’accertamento ordinario per entrambe le annualità coperte dall’accordo, con conseguente applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente. La circolare chiarisce quali eventi comportano la decadenza automatica e quali, invece, richiedono una valutazione caso per caso da parte degli uffici. Distinguere correttamente tra le due ipotesi è essenziale per gestire correttamente situazioni sopravvenute — variazioni straordinarie del reddito, operazioni straordinarie, modifiche della compagine societaria — che potrebbero incidere sulla tenuta dell’accordo.

Sul tema del rinnovo, la circolare fornisce le linee guida per i contribuenti che hanno già aderito al CPB nel biennio precedente e si trovano ora a valutare la continuazione del regime. Il rinnovo non è automatico: presuppone una nuova proposta dell’Agenzia e una nuova accettazione entro i termini stabiliti.

La scadenza del 2 novembre e le verifiche preliminari indispensabili

Con la scadenza per l’adesione fissata al 2 novembre 2026, il tempo utile per una valutazione approfondita è limitato. I professionisti che assistono contribuenti titolari di partita IVA soggetti a ISA o in regime forfetario devono completare in tempi stretti una serie di verifiche preliminari.

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In primo luogo, occorre accertare che il contribuente non si trovi in una delle cause ostative all’accesso al CPB, così come chiarite dalla Circolare n. 8/E. In secondo luogo, è necessario confrontare il reddito proposto dall’Agenzia con le proiezioni reddituali del biennio 2026-2027, tenendo conto dell’andamento effettivo dell’attività e delle eventuali variabili straordinarie già note. In terzo luogo, va valutata la convenienza dell’adesione rispetto al regime ordinario di tassazione, considerando non solo il carico fiscale immediato ma anche la certezza del prelievo e la sospensione dei poteri di accertamento sul reddito concordato.

Un elemento spesso trascurato nella valutazione riguarda le conseguenze in caso di decadenza: se il contribuente aderisce e successivamente decade dal concordato, l’Amministrazione finanziaria riacquista integralmente i poteri di controllo per entrambe le annualità. Questo rischio deve essere ponderato con attenzione, soprattutto per attività con andamenti reddituali volatili o con operazioni straordinarie già pianificate.

Il valore sistematico del documento per i professionisti

La scelta dell’Agenzia delle Entrate di sostituire le precedenti circolari con un documento organico rappresenta un segnale di maturità dell’istituto. Il concordato preventivo biennale, introdotto in via sperimentale e poi progressivamente affinato, dispone ora di un testo di prassi consolidato che consente una lettura unitaria della disciplina, senza la necessità di ricostruire il quadro normativo attraverso una pluralità di documenti stratificati nel tempo.

Per gli studi professionali, questo significa poter strutturare procedure interne di valutazione del CPB su basi più solide, riducendo il rischio di errori interpretativi derivanti da una lettura frammentata delle fonti. La Circolare n. 8/E diventa, di fatto, il testo unico di prassi sul concordato preventivo biennale 2026-2027, almeno fino a eventuali ulteriori aggiornamenti normativi.

Con la scadenza del 2 novembre che si avvicina rapidamente, la lettura della Circolare n. 8/E non è un adempimento differibile: è il presupposto necessario per assistere correttamente i contribuenti nella decisione di aderire o meno al concordato preventivo biennale 2026-2027, una scelta che vincola entrambe le parti per l’intero biennio e che richiede una valutazione tecnica rigorosa, non un’adesione acritica.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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