L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile in consultazione pubblica la Parte II della bozza di circolare sul Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, con specifico riferimento ai profili di sovraindebitamento e di esdebitazione. Il documento è stato pubblicato il 26 giugno 2026 e la consultazione resterà aperta fino al 24 luglio 2026: si tratta, dunque, di una bozza ancora in fase di perfezionamento, non di un testo definitivo. Per professionisti e imprese che operano in questo ambito, la pubblicazione rappresenta comunque un’occasione concreta per comprendere l’orientamento interpretativo dell’Amministrazione finanziaria sul sovraindebitamento nel quadro del Codice della crisi e dell’insolvenza.
Lo stato del documento: bozza in consultazione, non testo definitivo
È necessario chiarire subito un punto sostanziale: la Parte II della circolare non è ancora un documento definitivo. L’Agenzia delle Entrate ha seguito la procedura di consultazione pubblica, mettendo a disposizione la bozza sul proprio portale istituzionale affinché operatori del settore, professionisti e associazioni di categoria possano formulare osservazioni entro il 24 luglio 2026. Solo al termine di questa fase, e dopo l’eventuale recepimento dei contributi pervenuti, il documento potrà essere adottato in forma definitiva.
Questa distinzione non è meramente formale. Le indicazioni contenute nella bozza possono ancora subire modifiche, integrazioni o correzioni prima della pubblicazione ufficiale. I commercialisti e i consulenti che assistono soggetti in difficoltà finanziaria devono tenerne conto, evitando di applicare le istruzioni come se fossero già prassi consolidata dell’Amministrazione.
Il perimetro normativo: il D.lgs. n. 14/2019 e la sua entrata in vigore
Il riferimento normativo di fondo è il D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, che ha introdotto il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il Codice è entrato in vigore il 15 luglio 2022, sostituendo in larga parte la previgente legge fallimentare e ridisegnando l’intero sistema delle procedure concorsuali e di gestione della crisi. Uno degli ambiti più innovativi introdotti dal Codice riguarda proprio le procedure riservate ai soggetti non fallibili — persone fisiche, consumatori, piccoli imprenditori — che si trovano in stato di sovraindebitamento.
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La circolare dell’Agenzia delle Entrate si inserisce in questo quadro con l’obiettivo di fornire chiarimenti sul trattamento fiscale e sulle implicazioni per l’Erario delle diverse procedure previste dal Codice. La Parte II, ora in consultazione, si concentra specificamente su quegli strumenti che il legislatore ha riservato ai debitori non soggetti alle procedure concorsuali ordinarie.
I contenuti della Parte II: sovraindebitamento ed esdebitazione articolo per articolo
La bozza della Parte II affronta quattro macro-aree tematiche, ciascuna corrispondente a uno specifico blocco normativo del Codice della crisi e dell’insolvenza:
- Disposizioni di carattere generale (artt. 65-66): le norme che definiscono il perimetro soggettivo e oggettivo delle procedure di sovraindebitamento, stabilendo i presupposti di accesso e le condizioni di ammissibilità.
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67-73): la procedura che consente al debitore-consumatore di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione omologato dal tribunale, con la possibilità di ottenere la falcidia anche dei crediti privilegiati in determinate condizioni.
- Concordato minore (artt. 74-83): lo strumento riservato ai soggetti che svolgono attività d’impresa, arti o professioni al di sotto delle soglie fallimentari, che possono proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione del debito con continuità aziendale o in forma liquidatoria.
- Liquidazione controllata e esdebitazione: la procedura liquidatoria alternativa al fallimento per i soggetti sovraindebitati, al termine della quale il debitore meritevole può ottenere l’esdebitazione, ossia la liberazione dai debiti residui non soddisfatti.
Ciascuno di questi istituti presenta profili fiscali specifici che l’Agenzia delle Entrate intende mappare con la circolare: dal trattamento delle sopravvenienze attive generate dalla falcidia del debito, alla posizione dell’Erario come creditore privilegiato nelle procedure, fino alle modalità di gestione dei crediti tributari nell’ambito dei piani omologati.
Perché la consultazione pubblica è un’opportunità per i professionisti
La procedura di consultazione pubblica adottata dall’Agenzia delle Entrate per questa circolare rappresenta uno strumento di dialogo tra Amministrazione e operatori che merita di essere utilizzato concretamente. I commercialisti, i gestori della crisi iscritti agli appositi elenchi e le associazioni professionali hanno tempo fino al 24 luglio 2026 per inviare osservazioni, segnalare criticità interpretative o proporre integrazioni.
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In un ambito come quello del sovraindebitamento nel Codice della crisi e dell’insolvenza — caratterizzato da casistiche molto eterogenee, da un’evoluzione giurisprudenziale ancora in corso e da interazioni complesse tra diritto concorsuale e diritto tributario — il contributo della prassi professionale può essere determinante per orientare la versione definitiva della circolare verso soluzioni applicative più aderenti alla realtà operativa.
Il documento in consultazione è accessibile direttamente sul portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, dove sono indicate anche le modalità per l’invio delle osservazioni.
Il coordinamento con la Parte I e il quadro complessivo della circolare
La Parte II si inserisce in un progetto interpretativo più ampio avviato dall’Agenzia delle Entrate per coprire sistematicamente i profili fiscali del D.lgs. n. 14/2019. La Parte I della circolare aveva già affrontato altri istituti del Codice della crisi e dell’insolvenza, e la Parte II completa il quadro con la disciplina del sovraindebitamento, che interessa una platea di debitori quantitativamente rilevante: persone fisiche, professionisti, piccoli imprenditori e consumatori che non possono accedere alle procedure concorsuali maggiori.
Per i professionisti che assistono questi soggetti — spesso in situazioni di forte pressione economica e con margini temporali ridotti — disporre di un riferimento interpretativo ufficiale dell’Agenzia delle Entrate è essenziale per valutare correttamente le implicazioni fiscali di ciascuna procedura, negoziare con l’Erario in modo informato e costruire piani di ristrutturazione sostenibili. Seguire l’iter di questa circolare fino alla sua versione definitiva, e partecipare attivamente alla consultazione ancora aperta, è quindi una priorità operativa concreta per chi lavora quotidianamente nel settore della crisi d’impresa.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







