L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 21 ottobre 2026 la Circolare n. 9/E, il cui testo affronta nella sua Parte II la disciplina del sovraindebitamento e dell’esdebitazione secondo il Codice della crisi e dell’insolvenza. Il documento rappresenta il punto di arrivo di un percorso istruttorio che ha incluso una consultazione pubblica aperta agli operatori, e fornisce ai professionisti — commercialisti, consulenti aziendali e responsabili amministrativi — un riferimento ufficiale per orientarsi nell’applicazione di questi istituti.
La Parte II della Circolare n. 9/E: sovraindebitamento ed esdebitazione al centro
La Parte II della Circolare n. 9/E del 21 ottobre 2026 è interamente dedicata agli istituti del sovraindebitamento e dell’esdebitazione, così come disciplinati dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Si tratta di una sezione autonoma e organica, distinta dalla Parte I del medesimo documento, che si occupa di altri profili del Codice.
L’obiettivo dichiarato dell’intervento normativo è duplice: da un lato, favorire un’emersione anticipata della crisi, incentivando il debitore a ricorrere agli strumenti di gestione prima che la situazione diventi irreversibile; dall’altro, agevolare il reinserimento economico del debitore che ha attraversato una fase di difficoltà, consentendogli di ripartire senza il peso insostenibile di obbligazioni pregresse.
Questi due obiettivi riflettono l’impostazione di fondo del Codice della crisi, che ha segnato un cambio di paradigma rispetto alla vecchia legge fallimentare: la crisi non è più trattata come un evento da gestire ex post, ma come una condizione da intercettare e governare in anticipo, con strumenti graduati e accessibili anche ai soggetti non fallibili — persone fisiche, consumatori, piccoli imprenditori e professionisti.
La consultazione pubblica: da giugno a luglio 2026
Prima della pubblicazione definitiva, la bozza della Parte II della circolare è stata sottoposta a consultazione pubblica, aperta dal 26 giugno al 24 luglio 2026. Questa fase ha consentito agli operatori del settore — studi professionali, associazioni di categoria, ordini professionali — di formulare osservazioni e contributi tecnici sul testo in elaborazione.
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Il ricorso alla consultazione pubblica da parte dell’Agenzia delle Entrate su un documento interpretativo di questa natura è un segnale della complessità e della rilevanza degli istituti trattati. Il sovraindebitamento e l’esdebitazione coinvolgono, tra gli altri, profili fiscali che riguardano direttamente le posizioni debitorie nei confronti dell’erario: la circolare serve dunque anche a chiarire come l’Amministrazione finanziaria intende comportarsi nelle procedure che coinvolgono crediti tributari.
Il periodo di consultazione — circa quattro settimane — ha preceduto di alcuni mesi la pubblicazione finale, a testimonianza di un processo di elaborazione che ha tenuto conto delle istanze pervenute dagli operatori. Il testo definitivo, pubblicato il 21 ottobre 2026, costituisce ora il riferimento ufficiale per l’interpretazione amministrativa degli istituti in questione.
Perché la Circolare n. 9/E interessa commercialisti e consulenti d’impresa
Per i professionisti che assistono persone fisiche e piccole imprese in difficoltà finanziaria, la Circolare n. 9/E diventa uno strumento operativo di primo piano. Gli istituti del sovraindebitamento e dell’esdebitazione — pur introdotti da anni nell’ordinamento — hanno trovato un’applicazione ancora disomogenea sul territorio, anche per la mancanza di chiarimenti interpretativi sistematici da parte dell’Agenzia delle Entrate.
La circolare colma, almeno in parte, questo vuoto. I commercialisti che operano come gestori della crisi o che assistono i debitori nelle procedure davanti agli organismi di composizione della crisi (OCC) potranno ora confrontarsi con una posizione ufficiale dell’Amministrazione finanziaria sui profili fiscali connessi.
Sul piano operativo, è utile ricordare alcune distinzioni fondamentali che il Codice della crisi impone e che la circolare affronta nel suo perimetro:
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- Sovraindebitamento: condizione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile, che rende il debitore incapace di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.
- Esdebitazione: istituto che consente al debitore persona fisica, al termine di una procedura, di ottenere la liberazione dai debiti residui non soddisfatti, a determinate condizioni.
- Procedure accessibili: il Codice della crisi prevede strumenti differenziati — piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata — ciascuno con presupposti e percorsi distinti.
La distinzione tra questi istituti non è meramente accademica: il percorso procedurale, i requisiti di accesso e le conseguenze fiscali cambiano significativamente a seconda dello strumento utilizzato. La circolare fornisce ora un quadro interpretativo che i professionisti possono utilizzare per orientare le proprie valutazioni e per interloquire con l’Agenzia delle Entrate in sede di procedura.
Il contesto normativo: il Codice della crisi e la sua evoluzione applicativa
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, entrato in vigore in modo progressivo, ha profondamente riformato il sistema delle procedure concorsuali e para-concorsuali italiane. La disciplina del sovraindebitamento e dell’esdebitazione, in particolare, è rivolta ai soggetti che non possono accedere alle procedure maggiori riservate alle imprese di dimensioni più rilevanti.
L’intervento dell’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 9/E si inserisce in questo quadro come un tassello interpretativo atteso. La posizione dell’Amministrazione finanziaria sui crediti tributari nell’ambito delle procedure di sovraindebitamento — come vengono trattati, in quale misura possono essere falcidiati, quali adempimenti restano in capo al debitore — è una delle questioni più dibattute nella prassi professionale.
La pubblicazione del documento il 21 ottobre 2026, a distanza di pochi mesi dalla chiusura della consultazione pubblica, segnala che l’Agenzia ha inteso accelerare la messa a disposizione degli operatori di un riferimento stabile, evitando che l’incertezza interpretativa continuasse a gravare su procedure già complesse per natura.
Per i professionisti che seguono clienti in situazioni di crisi finanziaria, la lettura integrale della Parte II della Circolare n. 9/E è ora un passaggio non rinviabile: il documento fissa la posizione ufficiale dell’Amministrazione su un terreno in cui la precisione tecnica e la tempestività delle scelte possono fare la differenza tra il successo e il fallimento di una procedura di sovraindebitamento ed esdebitazione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.







