Lavoro

Decreto interministeriale n. 144 del 3 settembre 2026: ISCRO aggiornamento professionale, enti abilitati e patto di servizio

Il decreto interministeriale del 3 settembre 2026 disciplina l'ISCRO aggiornamento professionale obbligatorio per i beneficiari INPS, definendo enti abilitati e patto di

ISCRO: decreto su aggiornamento professionale, enti abilitati e patto di servizio

Il decreto interministeriale del 3 settembre 2026, emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro il 5 ottobre 2026, definisce le regole per l’ISCRO aggiornamento professionale obbligatorio cui devono partecipare i beneficiari dell’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. Si tratta del primo provvedimento che traduce in termini operativi l’obbligo formativo previsto dalla misura, istituita a decorrere dal 1° gennaio 2024, e che i professionisti e i loro consulenti devono conoscere per evitare conseguenze sull’erogazione dell’indennità.

L’ISCRO e l’obbligo di aggiornamento: il quadro normativo di riferimento

L’ISCRO — Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa — è una misura di sostegno al reddito destinata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che registrano un calo significativo del fatturato. La misura è operativa dal 1° gennaio 2024 e si distingue dalle tradizionali forme di ammortizzatore sociale per la sua struttura condizionale: l’erogazione dell’indennità non è automatica e incondizionata, ma accompagnata da obblighi di attivazione a carico del beneficiario.

Tra questi obblighi, la partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale rappresenta l’elemento qualificante della misura. Il decreto del 3 settembre 2026 interviene proprio per dare contenuto a questo obbligo, che fino alla sua pubblicazione restava privo di una disciplina attuativa dettagliata. Il provvedimento, sottoscritto congiuntamente dai due ministeri competenti, colma questa lacuna e fornisce il quadro entro cui l’INPS dovrà operare per verificare l’adempimento da parte dei beneficiari.

Perché il decreto del 3 settembre 2026 è rilevante per i professionisti e i loro consulenti

Il decreto interessa direttamente i lavoratori autonomi beneficiari dell’ISCRO e, di riflesso, i commercialisti e i consulenti del lavoro che li assistono. La partecipazione obbligatoria ai percorsi formativi non è una formalità: dal rispetto di questo obbligo dipende la continuità nell’erogazione dell’indennità. Un beneficiario che non adempie rischia di perdere il diritto alla prestazione, con conseguenze economiche immediate.

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Per i professionisti che seguono lavoratori autonomi in difficoltà reddituale, è dunque necessario comprendere cosa prevede il decreto e quali adempimenti esso genera. Il testo del provvedimento è disponibile sul sito del Ministero del Lavoro, che costituisce la fonte primaria di riferimento per ogni verifica.

L’aggiornamento professionale come condizione di accesso continuativo all’ISCRO

Il decreto stabilisce che l’erogazione dell’ISCRO è accompagnata dalla partecipazione obbligatoria a percorsi di aggiornamento professionale. Questo significa che l’obbligo formativo non si esaurisce al momento della domanda, ma si estende per tutta la durata della fruizione dell’indennità. Il beneficiario è quindi tenuto a mantenersi attivo nel percorso formativo per non interrompere il flusso della prestazione.

Il decreto, nella sua struttura generale, individua le modalità con cui l’ISCRO aggiornamento professionale viene organizzato e verificato. Tuttavia, i dettagli completi relativi ai criteri di accreditamento degli enti abilitati, all’articolazione del patto di servizio tra beneficiario ed ente formativo e all’elenco delle prestazioni coperte non emergono in modo esaustivo dal testo del provvedimento così come attualmente disponibile. Su questi aspetti specifici — criteri di accreditamento, struttura del patto di servizio, tipologie di attività formativa riconosciuta — sarà necessario attendere le istruzioni operative che l’INPS è tenuto a fornire attraverso proprie circolari o messaggi attuativi.

Questo è un elemento operativo di rilievo: il decreto fissa il perimetro normativo, ma la piena applicabilità pratica dipenderà dalla prassi amministrativa che l’istituto previdenziale svilupperà nelle settimane successive alla pubblicazione del provvedimento.

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Cosa devono monitorare i consulenti nell’immediato

Nell’attesa delle istruzioni INPS, i professionisti che assistono lavoratori autonomi beneficiari dell’ISCRO devono tenere sotto controllo alcuni punti critici.

  • Verifica dello status del cliente: accertare se il lavoratore autonomo assistito è già beneficiario dell’ISCRO o ha presentato domanda, e dunque se è già soggetto all’obbligo formativo previsto dal decreto.
  • Monitoraggio delle circolari INPS: l’istituto dovrà emanare istruzioni operative che specifichino le modalità concrete di partecipazione ai percorsi formativi, gli enti riconosciuti e le procedure di attestazione dell’adempimento. Queste circolari costituiranno il riferimento pratico per la gestione del caso.
  • Attenzione alla decorrenza: il decreto è stato pubblicato il 5 ottobre 2026; è necessario verificare se e da quale data l’obbligo formativo produce effetti sui beneficiari già in corso di fruizione dell’indennità, distinguendo tra coloro che hanno avviato il percorso ISCRO prima della pubblicazione e quelli che lo avvieranno successivamente.
  • Comunicazione proattiva al cliente: informare tempestivamente il lavoratore autonomo assistito dell’esistenza dell’obbligo e delle conseguenze della mancata partecipazione al percorso di ISCRO aggiornamento professionale, evitando che la perdita della prestazione sopraggiunga per inadempimento ignaro.

Il ruolo del Ministero del Lavoro e del MEF nella disciplina della misura

La firma congiunta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro dell’Economia e delle Finanze sul decreto del 3 settembre 2026 riflette la natura ibrida della misura ISCRO, che incrocia la politica del lavoro con la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale. L’intervento del MEF nella disciplina dei percorsi formativi segnala che la componente di spesa pubblica associata all’aggiornamento professionale è oggetto di attenzione governativa, e che le modalità di erogazione dei percorsi saranno verosimilmente soggette a vincoli di compatibilità con le risorse disponibili.

Questo aspetto è rilevante per i consulenti che operano nel campo della finanza agevolata e degli incentivi alla formazione: i percorsi di ISCRO aggiornamento professionale non sono equiparabili a generici voucher formativi, ma rientrano in un sistema condizionale strutturato, con obblighi bilaterali tra beneficiario e sistema pubblico.

Il decreto interministeriale del 3 settembre 2026 segna un passaggio normativo atteso da quando l’ISCRO è diventata operativa: traduce in regole scritte l’obbligo formativo che era rimasto privo di attuazione dettagliata. I professionisti che assistono lavoratori autonomi devono ora seguire con attenzione la prassi INPS che darà concretezza al provvedimento, per garantire ai propri clienti la continuità di una prestazione che, per molti autonomi in difficoltà, rappresenta un sostegno economico determinante.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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