Con il provvedimento prot. n. 278149 del 13 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fissato le tappe della credenziali Sister dismissione progressiva: dal 15 novembre 2026 non verranno più rilasciate nuove credenziali per l’accesso ai servizi catastali e di pubblicità immobiliare, e entro il 31 dicembre 2026 quelle già attive saranno disattivate. Per commercialisti, geometri, notai e tutti i professionisti che operano quotidianamente sul portale Sister, il tempo per adeguarsi è limitato e la pianificazione operativa non è rinviabile.
Cosa prevede il provvedimento prot. n. 278149 del 13 ottobre 2026
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate stabilisce un percorso in due fasi distinte. Nella prima fase, a partire dal 15 novembre 2026, l’Agenzia cessa di rilasciare nuove credenziali Sister. Chi non le possiede alla data di entrata in vigore del blocco non potrà più ottenerle: l’unica strada percorribile sarà quella delle identità digitali o delle credenziali fiscali già riconosciute dall’Agenzia stessa.
Nella seconda fase, le credenziali Sister già in uso verranno progressivamente disattivate entro il 31 dicembre 2026. Il piano di dismissione è articolato per profilo di convenzione e per tipologia di adesione ai servizi. L’Agenzia garantisce un preavviso di almeno 10 giorni rispetto alla data del 15 novembre 2026, comunicando ai soggetti interessati i tempi esatti di disattivazione in relazione alla propria categoria di utenza.
Questo approccio graduato consente, almeno in linea teorica, di gestire la transizione senza interruzioni brusche del servizio. Nella pratica, tuttavia, chi non ha ancora attivato le alternative riconosciute rischia di trovarsi nell’impossibilità di accedere ai servizi catastali e ipotecari nel momento in cui le proprie credenziali vengono disattivate.
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Le nuove modalità di autenticazione ai servizi catastali e ipotecari
Dopo la dismissione delle credenziali Sister, l’accesso ai servizi telematici catastali e di pubblicità immobiliare sarà consentito esclusivamente attraverso quattro canali di autenticazione:
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), nelle versioni di secondo o terzo livello;
- CIE (Carta d’Identità Elettronica), con PIN e lettore NFC o smart card;
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi), già ampiamente diffusa tra i professionisti iscritti agli ordini;
- credenziali Fisconline o Entratel, già in uso per l’accesso ai servizi fiscali dell’Agenzia delle Entrate.
Per i professionisti che dispongono già di Entratel o Fisconline, la transizione è sostanzialmente immediata: le stesse credenziali fiscali sono già valide per autenticarsi al portale Sister nelle nuove modalità. Il problema si pone per quegli utenti — soprattutto enti locali, piccoli studi tecnici o operatori occasionali — che accedevano ai servizi catastali esclusivamente con le credenziali Sister e non hanno ancora attivato alcuna delle alternative previste.
Il perimetro dei servizi interessati dalla dismissione
Le credenziali Sister sono state storicamente il canale privilegiato per l’accesso ai servizi telematici catastali — visure, planimetrie, elaborati planimetrici, atti del catasto — e ai servizi di pubblicità immobiliare, ovvero le ispezioni ipotecarie, le note di trascrizione e le formalità ipotecarie in generale. Si tratta di operazioni quotidiane per commercialisti, notai, istituti di credito, agenzie immobiliari e pubbliche amministrazioni.
La credenziali Sister dismissione non incide sulle funzionalità dei servizi in sé, che rimangono invariate: cambia esclusivamente il metodo di autenticazione. Il portale Sister continuerà a erogare le stesse informazioni e a consentire le stesse operazioni; semplicemente, l’accesso richiederà un’identità digitale riconosciuta o credenziali fiscali, in linea con il processo di unificazione dei sistemi di autenticazione della pubblica amministrazione italiana.
Cosa devono fare concretamente i professionisti entro il 15 novembre 2026
Il primo passo è verificare con quale strumento di autenticazione si accede attualmente al portale Sister. Se si utilizzano già le credenziali Entratel o Fisconline, non è necessaria alcuna azione aggiuntiva: questi accessi resteranno validi. Se invece l’accesso avviene esclusivamente tramite credenziali Sister proprietarie, occorre attivare almeno una delle alternative entro la data di dismissione.
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Per i professionisti iscritti a un ordine professionale, la CNS rappresenta spesso la soluzione più rapida, poiché molti ordini la rilasciano contestualmente alla firma digitale già in possesso degli iscritti. Lo SPID di secondo livello è invece la scelta più diffusa tra i singoli professionisti e può essere attivato presso uno dei gestori accreditati — tra cui banche, poste e operatori privati — in tempi generalmente brevi.
Occorre inoltre considerare la gestione degli accessi delegati: negli studi strutturati, dove collaboratori o praticanti accedono al portale Sister con credenziali intestate allo studio o al titolare, sarà necessario verificare che ciascun utente disponga di un proprio strumento di autenticazione valido, poiché le identità digitali sono per definizione personali e non cedibili.
Per approfondire le modalità di attivazione delle identità digitali riconosciute è possibile consultare la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, dove sono disponibili le istruzioni operative aggiornate per l’accesso ai servizi telematici.
La dismissione delle credenziali Sister nel quadro della digitalizzazione della PA
La scelta dell’Agenzia delle Entrate si inserisce nel percorso più ampio di razionalizzazione dei sistemi di autenticazione della pubblica amministrazione, che punta a concentrare l’accesso ai servizi digitali su identità certificate e interoperabili. Le credenziali Sister rappresentavano un sistema proprietario, parallelo rispetto alle infrastrutture di identità digitale nazionali, e la loro dismissione elimina una duplicazione che nel tempo aveva generato problemi di sicurezza e di gestione.
Dal punto di vista operativo, la scadenza del 31 dicembre 2026 è ravvicinata e non lascia margini di attesa. Gli studi professionali che ancora non hanno completato il censimento degli strumenti di autenticazione in uso tra i propri collaboratori farebbero bene ad avviarlo immediatamente, verificando in particolare la situazione degli utenti che accedono ai servizi catastali in modo non sistematico e che potrebbero non aver ancora attivato alcuna identità digitale alternativa.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








