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ISCRO: decreto su aggiornamento professionale, enti abilitati e patto di servizio

Il decreto interministeriale n. 144 del 2026 disciplina l'ISCRO aggiornamento professionale per i beneficiari della misura INPS: criteri, enti abilitati e patto di serviz

ISCRO: decreto su aggiornamento professionale, enti abilitati e patto di servizio

Il decreto interministeriale n. 144 del 3 settembre 2026, firmato congiuntamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, introduce una disciplina organica dei percorsi di ISCRO aggiornamento professionale destinati ai beneficiari dell’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. Il provvedimento, pubblicato il 6 ottobre 2026, colma un vuoto attuativo atteso da tempo, definendo criteri, modalità di presa in carico e strumenti di monitoraggio per i lavoratori autonomi che accedono alla misura.

Che cos’è l’ISCRO e a chi si rivolge il decreto

L’ISCRO — Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa — è la misura previdenziale gestita dall’INPS rivolta ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che subiscono una riduzione significativa del reddito professionale. A differenza degli strumenti di sostegno al reddito tradizionalmente pensati per il lavoro dipendente, l’ISCRO riconosce la specificità della condizione del professionista e del lavoratore autonomo, la cui discontinuità reddituale non è assimilabile alla disoccupazione in senso classico.

Il decreto del 3 settembre 2026 interviene precisamente su questo punto: i beneficiari dell’indennità non sono soggetti passivi di un sostegno economico temporaneo, ma devono essere accompagnati in un percorso attivo di aggiornamento delle competenze professionali. Il provvedimento interministeriale definisce le regole con cui questa componente attiva viene strutturata, finanziata e verificata.

I contenuti del decreto: criteri, SIISL e offerta formativa

Il decreto n. 144/2026 articola la disciplina attorno a tre assi principali, tutti verificati nelle fonti ufficiali disponibili.

Il primo asse riguarda i criteri di attuazione dei percorsi di aggiornamento professionale. Il decreto stabilisce le condizioni che i percorsi devono rispettare per essere riconosciuti nell’ambito dell’ISCRO, definendo un quadro di riferimento uniforme a livello nazionale. Questo elemento è rilevante perché impedisce una frammentazione territoriale dell’offerta e garantisce standard minimi di qualità.

Il secondo asse è la presa in carico tramite SIISL — il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa. La piattaforma diventa lo strumento operativo attraverso cui il beneficiario viene registrato, profilato e indirizzato verso i percorsi disponibili. L’uso del SIISL non è una scelta facoltativa: il decreto lo individua come canale obbligatorio per la gestione della posizione del percettore di ISCRO nell’ambito dell’aggiornamento professionale.

Il terzo asse riguarda la pubblicazione dell’offerta formativa e il monitoraggio. Il decreto prevede che i percorsi disponibili siano resi accessibili in modo trasparente, con modalità che consentano sia al beneficiario sia alle autorità competenti di verificare la coerenza tra il profilo del lavoratore autonomo e il percorso intrapreso. Il monitoraggio non è meramente statistico: serve a garantire l’effettiva partecipazione e a rilevare eventuali anomalie nell’utilizzo della misura.

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Il ruolo del SIISL nella gestione dei percettori di ISCRO

L’integrazione con il SIISL rappresenta uno degli elementi più rilevanti sul piano operativo. Il sistema, già utilizzato per la gestione di altre misure di sostegno al reddito, viene ora esteso in modo esplicito ai beneficiari dell’ISCRO, creando un punto di contatto tra la dimensione previdenziale dell’indennità e la dimensione attiva dell’aggiornamento professionale.

Per il professionista o il consulente che assiste un lavoratore autonomo percettore di ISCRO, questo significa che la gestione della posizione del cliente non si esaurisce con la domanda all’INPS. Occorre verificare che il beneficiario sia correttamente registrato nel SIISL e che abbia accesso all’offerta formativa pubblicata secondo le modalità previste dal decreto. La mancata presa in carico tramite la piattaforma potrebbe avere conseguenze sulla regolarità della posizione del percettore, anche se le specifiche sanzioni non risultano dettagliate nelle fonti attualmente disponibili.

Cosa rimane da chiarire e cosa monitorare

Il decreto del 3 settembre 2026 definisce un quadro di principi e strumenti, ma alcune questioni operative rimangono aperte. In particolare, le fonti disponibili non consentono di confermare con precisione i dettagli relativi agli enti abilitati all’erogazione dei percorsi formativi, né le specifiche modalità di interazione con i Centri per l’Impiego territoriali. Questi aspetti, pur menzionati nel contesto della misura, non risultano esplicitamente disciplinati nei testi verificati del provvedimento.

Analogamente, il tema delle conseguenze in caso di mancata partecipazione ai percorsi di aggiornamento professionale resta da approfondire. Il decreto stabilisce un sistema di monitoraggio, ma l’effetto della mancata adesione sulla continuità dell’indennità non è ricostruibile con certezza sulla base delle informazioni attualmente disponibili. I professionisti che assistono lavoratori autonomi beneficiari di ISCRO dovranno seguire eventuali circolari attuative dell’INPS o comunicazioni operative del Ministero del Lavoro che precisino questo punto.

Il contesto normativo: l’ISCRO come misura strutturale

L’ISCRO ha attraversato una lunga fase sperimentale prima di diventare misura strutturale. Il decreto n. 144/2026 si inserisce in questo processo di consolidamento, aggiungendo la componente formativa a una misura che, nella sua prima configurazione, era prevalentemente orientata al sostegno economico. L’introduzione di percorsi di ISCRO aggiornamento professionale obbligatori — o quanto meno strutturati — segna un cambio di approccio: il lavoratore autonomo in difficoltà reddituale non è solo destinatario di un trasferimento monetario, ma soggetto di un progetto di riqualificazione e continuità professionale.

Per i commercialisti e i consulenti del lavoro che seguono clienti con partita IVA in regime di Gestione Separata, il decreto rappresenta un riferimento normativo da presidiare. L’scheda INPS sull’ISCRO rimane il punto di partenza per verificare i requisiti di accesso, da integrare ora con le disposizioni attuative del decreto interministeriale del 3 settembre 2026 in materia di aggiornamento professionale e gestione tramite SIISL.

Il decreto è stato pubblicato il 6 ottobre 2026: i professionisti interessati farebbero bene ad acquisire il testo integrale e ad attendere eventuali istruzioni operative dell’INPS che ne completino l’attuazione pratica, in particolare per quanto riguarda le modalità di iscrizione alla piattaforma SIISL e l’accesso ai percorsi formativi riconosciuti.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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